Stop a bullismo e pedoporno sui videofonini

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Accordo Ue tra i big della telefonia mobile per la tutela dei minori. Intanto
in Italia i videogame educativi smontano i bulli

Nel giorno del Safer Internet Day, Deutsche Telekom, Vodafone, Orange, Telecom Italia e altri operatori della telefonia dell’area Ue adotteranno misure a tutela dei minori. In Europa (Italia inclusa) si sono moltiplicati i casi di bullismo legati all’uso deviato dei videofonini: inoltre sappiamo quali sono i nuovi rischi (pedofilia in prima linea) per i minori nella telefonia mobile di terza generazione legata a immagini e video. Gli operatori mobili dell’Unione europea, in base all’accordo, non solo svilupperanno un servizio di monitoraggio d’accesso al materiale per soli adulti, ma si impegneranno in campagne di sensibilizzazione e collaborazione attiva con le autorità sui contenuti illegali. Il punto è impedire innanzitutto ai minori di accedere a materiale violento e pornografico dai videofonini e Mms. Il commissario di Information Society and Media dell’Unione Europea Viviane Reding applaude all’intesa fra i big della telefonia mobile e scommette sull’autoregolamentazione. Se in Gran Bretagna il 14% dei bambini è stato vittima di bullismo per mezzo di un telefonino, l’Italia non è da meno: il ministro Fioroni, molto attivo sull’argomento dai primi video di bullismo e violenza apparsi tempo fa su Google Video, ha deciso che è l’ora di stroncare il fenomeno. Per questo, ha ideato il programma educativo Smonta il bullo: il ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni ha siglato una intesa con l’AESVI, l’Associazione degli editori di software videoludici in Italia, dedicato all’autoregolamentazione del settore. Non è un’iniziativa solo repressiva, ma punta anche a valorizzare i videogiochi come strumenti didattici. L’accordo si basa inoltre sulla classificazione per età in base ai contenuti; sull’azione concordata per contrastare il bullismo nelle scuole; verrà poi indetto concorso per promuovere la produzione di videogiochi negli ambienti scolastici e accademici. Ci auguriamo che sia la volta decisiva in cui in Italia la scuola affronti con spirito critico e aperto i temi della comunicazione e dell’intrattenimento nell’era delle nuove tecnologie e dei nuovi media.

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