Stop all’offerta Oracle per PeopleSoft

Aziende

La legge antitrust non permetterebbe la fusione tra le due aziende. Il
libero mercato ne uscirà rafforzato, ribatte la Siia.

Oracle vorrebbe acquistare PeopleSoft per 7.7 miliardi di dollari, ma il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti si oppone. La fusione lascerebbe sul mercato solamente Oracle e Sap, creando così un duopolio, dannoso per la libera concorrenza. I consumatori non godrebbero della battaglia sui prezzi, che sempre si accende in un mercato con più protagonisti. Contro la posizione del governo Usa è scesa in campo la associazione Software & Information Industry Siia). Oracle e Sap non rimarrebbero i soli vendor di un certo peso sul mercato, se la fusione andasse in porto. Il Dipartimento di Giustizia, secondo l’Associazione, nell’esprimere il suo parere, non avrebbe tenuto conto della costante crescita del numero di quanti pagano mensilmente delle royalties a vendor concorrenti come Salesforce.com e altri in cambio di servizi software. Anche per questo motivo l’Associazione rigetta l’ipotesi che la fusione porterebbe a un aumento dei prezzi per l’utilizzatore finale. Addirittura, impedire la fusione tra Oracle e PeopleSoft, sarebbe di ostacolo a una corretta crescita del mercato. Oracle fa parte, assieme ad altri 600 membri, della Siia, mentre PeopleSoft ne è fuori. Al proposito Steve Swasey, portavoce di quest’ultima azienda, si dichiara d’accordo con le conclusioni del Dipartimento.

Autore: ITespresso
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