Storage alla griglia di partenza

DataStorage

La tecnologia grid si sta sempre più affermando come soluzione strategica in
numerosi ambiti aziendali, non ultimo quello relativo allo storage

Era l’ormai lontano luglio 2005 quando in questo stesso spazio avevamo affrontato per la prima volta il tema Grid Computing. Terminavamo l’articolo in questione dichiarando:”Uscita quindi dagli ambienti accademici e scientifici la tecnologia Grid promette futuri sviluppi ed evoluzioni anche in ambito business “. Da allora di acqua sotto ai ponti ne è passata parecchia e, come previsto, la tecnologia Grid si è dimostrata una soluzione efficace in numerosi ambiti aziendali, compreso quello dello storage. Numerosi tra i principali protagonisti della scena IT hanno sviluppato proprie personali visioni dell’approccio Grid Computing, dando vita a numerose soluzioni. Non passa giorno infatti che non venga pubblicata una notizia relativa a nuove soluzioni e nuove applicazioni basate sulla tecnologia Grid.

Un breve ripasso

Ma di cosa stiamo effettivamente parlando? In cosa consiste e su quali principi si basa la tecnologia Grid? Prima di proseguire ripercorriamo brevemente storia e caratteristiche del Grid Computing. Secondo la definizione di una delle prime e più attive iniziative sul Grid, il progetto Globus: “Le Grid sono ambienti persistenti che rendono possibile realizzare applicazioni software che integrino risorse di calcolo e di informazione appartenenti ad organizzazioni diverse, distribuite geograficamente“. Così come una rete elettrica è in grado di collegare e rendere disponibili fonti di energia eterogenee, distanti, gestite da soggetti ed enti diversi, allo stesso modo, le griglie computazionali integrano calcolatori con tecnologie differenti, secondo un’unica visione, estendendone, di fatto, le capacità. Grid si potrebbe dunque considerare alla stregua di una presa di potenza telematica la cui energia (il calcolo) viene distribuita come servizio da uno o più fornitori specifici on-demand secondo le esigenze specifiche, disinteressandosi di dove si trova l’erogatore di energia. Il concetto alla base del Grid Computing quindi è piuttosto semplice: creare una rete di calcolatori, in modo da sfruttare quando più possibile le capacità di calcolo di ciascuno di essi. È un po’ come fare una somma di diecimila numeri: se si è in mille, il primo può sommare i primi dieci numeri, il secondo altri dieci numeri e così via. In contemporanea. Poi, sempre in parallelo, si possono sommare fra loro le somme parziali così ottenute, fino al risultato finale. In questo caso, in pochi passaggi si risolve un problema che a una sola persona avrebbe portato via una maggiore quantità di tempo. I vantaggi non sono comunque solo nella maggior velocità di calcolo, ma si traducono anche in un consistente risparmio economico, in quanto non è necessario affidarsi a un gigantesco e costosissimo supercomputer, ma è possibile contare su numerosi computer molto più economici. In base alle capacità rese condivisibili possiamo poi iniziare a distinguere tra Grid computazionali, Grid di dati e Grid di applicazioni e/o servizi. Trattando in questo spazio di argomenti legati al mondo storage ci interesseremo maggiormente alle Grid di dati, o meglio alla novita del Grid Storage.

Il Grid Storage

Il concetto di Grid Storage rappresenta un’interpretazione localizzata del Grid di Dati. Per consentire una più approfondita conoscenza sull’argomento, Fujitsu Siemens e Heinz Nixdorf Institute dell’Università di Panderborn hanno effettuato un’analisi dello stato dell’arte del Grid storage e delle future direzioni che potrebbe prendere questa metodologia. E’ partendo da questa ottima fonte che prenderemo spunto per approfondire i concetti base della tecnologia. Fondamentalmente, come già accennato, la tecnologia Grid Storage tenta di trasferire l’idea alla base del Grid Computing nel settore storage. In questa ottica, diversi sistemi storage, siano essi distribuiti in ambito geografico o all’interno di una rete locale, vengono gestiti centralmente da u n’apposito software (middleware) che provvede a ridistribuirne on-demand le risorse. Dal punto di vista dei diversi rivenditori di soluzioni Grid Storage non vi è ancora una definizione unanime della struttura e ciascuno ha realizzato un approccio personalizzato alla soluzione del problema di come gestire in modalità Grid le risorse storage. In ogni caso, tutte le definizioni commerciali di Grid storage includono la definizione di uno spazio storage logico comune identificato da un nome univoco i cui elementi costituenti (singole risorse e sistemi di archiviazine) vengono gestiti centralmente. I componenti chiave di una Grid Storage comprendono un system file distribuito (per esempio delle appliance NAS) o una tecnologia di virtualizzazione (per esempio dei sistemi RAID scalabili) che consentono di adattare l’approccio Grid all’ambiente storage. Gli elementi base di una struttura Grid Storage sono rappresentati dai cosidetti ‘storage brick’ (mattoncino storage, per coerenza continueremo comunque a utilizzare il termine inglese), costituiti da appliance storage che prevedono non solo capacità di archiviazione dei dati, ma anche capacità di calcolo e di comunicazione. Le capacità di calcolo dello ‘storage brick’ gli consentono di ospitare l’apposito software di gestione e di connettersi all’ambiente Grid insieme a tutte le altre risorse che ne entreranno a fare parte. L’inserimento di un nuovo ‘storage brick’ all’interno della Grid consisterà, quindi, semplicemente nell’aggiunta dell’appliance al pool di risorse storage, mentre le funzioni di amministrazione, autenticazione e assegnazione dei diritti saranno automaticamente gestiti dal software di controllo della Grid Storage che comunicherà con il software ospitato dalla nuova risorsa. L’aggiunta di nuovi ‘storage brick’, grazie alle caratteristiche di questi ultimi, consentirà quindi non solo di aumentare le capacità storage dell’intera griglia, ma anche le sue capacità di calcolo e comunicazione (connessione). E’ come dire che l’intera struttura Grid eredita di volta in volta le caratteristiche peculiari di ogni nuovo elemento (storage brick) che ne entra a fare parte. Una caratteristica sicuramente da non sottovalutare, considerate le esigenze di scalabità e adattabilità richieste dalle moderne necessità aziendali di archiviazione e gestione dei dati.

Conclusioni

Dopo due anni da quando abbiamo affrontato per la prima volta l’argomento Grid, la tecnologia è ormai matura e applicata con successo in numerosi ambiti scientifici e aziendali. Il concetto alla base delle diverse coniugazioni della tecnologia Grid è piuttosto semplice e prevede di radunare ed erogare on-demand risorse (di calcolo, storage, gestione dati) distribuite. Questo approccio, oltre a rendere disponibili risorse notevoli, garantisce un consistente risparmio economico e offre un’elevata flessibilità e adattabilità alle diverse esigenze professionali. Tra i diversi ambiti nei quali l’approccio Grid si è rivelato particolarmente strategico rientra quello storage. Nonostante il fatto che i principali protagonisti del settore abbiano sviluppato approcci personalizzati alla tecnologia, esistono alcuni concetti base che abbiamo cercato di presentare nel corso dell’articolo. In occasione dei prossimi appuntamenti cercheremo di conoscere ed esaminare l’approccio alla tecnologia adottato dai principali protagonisti del settore.

Autore: ITespresso
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