Storage fa rima con sicurezza

DataStorage

I due settori sono strettamente connessi e si sostengono a vicenda

La normativa in questione di sicurezza e protezione dei dati personali è un ottimo esempio di convergenza tra il settore dell’Information Technology e quello dello Storage. Entrambi i comparti sono stati infatti oggetto di attenzioni da parte del legislatore sia in campo nazionale sia internazionale: così l’adeguamento alle normative esistenti ha imposto alle aziende un regime sempre più puntuale e articolato di conservazione dei dati nel tempo, secondo regole che impediscano modifiche successive all’archiviazione e consentano il rapido recupero su richiesta delle autorità. La sicurezza della rete, unita a quella dello storage è un tema sempre più di moda e affrontato da grandi protagonisti come per esempio Symantec, con il rilascio delle soluzioni LiveState Recovery, da Computer Associates, che ha incanalato sullo stesso terreno, in maniera complementare, le proposte di soluzioni di sicurezza e di storage. Numerose anche le partnership come ad esempio quella di Cisco con i fornitori storici di sicurezza, nel contesto dell’architettura Nac, o le immancabili attenzioni al tema della convergenza da parte di Ibm. La stessa Microsoft grazie alle recenti acquisizioni sta proponendo numerose soluzioni congiunte per la gestione della sicurezza applicata al trattamento dei dati. Infine anche gli eventi dedicati al settore come ad esempio InfoSecurity hanno allargato la propria visione del settore affiancando ai temi della sicurezza quelli relativi allo storage e alla gestione documentale. Migrazione frenata Intanto il problema principale che frena una corretta applicazione della sicurezza allo storage è quello storico che ha sempre afflitto il settore. Ancora troppi imprenditori italiani soprattutto del comparto Pmi vedono la legislazione sulla tutela dei dati sensibili solo come l’ultima delle complicazioni, l’ ennesimo costo di natura coercitiva che finirà per gravare sulle già provate casse societarie; una volta ancora insomma la normativa esistente finisce per rappresentare in primo luogo una costrizione per le aziende che dovranno occuparsi seriamente di sicurezza aziendale, e di conseguenza di storage. Un altro elemento che frena la completa realizzazione del connubio è dovuto alla base storage attualmente esistente presso le aziende che in passato hanno iniziato a sentirne il bisogno. Purtroppo in molti casi, le soluzioni storage adottate non sono rientrate in una pianificazione evolutiva precisa, ma i vari componenti sono stati aggiunti in tempi successivi al crescere delle esigenze. Numerose aziende si trovano ora a disposizione una raccolta disorganica di device e periferiche che difficilmente potrà essere coperta in modo efficace da politiche di sicurezza. Levoluzione necessaria a completare la dotazione base della piattaforma storage, a modernizzare quella esistente oppure ad adattarla alla corretta applicazione di valide politiche di sicurezza comporta comunque costi che, ancora una volta soprattutto in ambito Pmi, non vengono ritenuti giustificati. Purtroppo in tali ambiti la filosofia è soprattutto quella di sopravvivere al meglio con quanto attualmente disponibile e difficilmente leggi e/o pianificazioni ad ampio respiro riescono a fare breccia in queste realtà aziendali. L’imperativo di fondo e se vogliamo il punto di partenza obbligato è ancora una volta il contenimento dei costi. E’ vero che il prezzo dell’hardware dedicato è in costante discesa, ma il Tco per lo storage cresce sempre di più, anche a causa del fatto che oggi è sempre più necessario implementare soluzioni di gestione dello storage che siano in grado di definire procedure automatizzate per gestire in modo efficiente le risorse. Inoltre, la complessità delle realizzazioni impone spesso la presenza di personale qualificato che deve essere formato o, di società in grado di fornire la necessaria manutenzione dei sistemi. Legislazione o meno l’accesso 24×7 ai sistemi centralizzati di memoria e soluzione di storage sempre più capaci, sono e saranno necessità che stimolate dagli utilizzi tradizionali così come dalle nuove applicazioni quali e-mail, presentazioni grafiche, broadband, e streaming multimediali, sono destinate a crescere considerevolmente; almeno è quanto ci confermano la maggior parte delle analisi disponibili relative ai trend di crescita delle quantità di dati che dovrà trovare un archiviazione stabile nei prossimi anni, che concordano nel prospettare come molto probabile la crescita della domanda di sistemi di memorizzazione con elevate prestazioni, scalabili e ad alta disponibilità. Conclusioni Sicurezza e storage rappresentano dunque un connubio indissolubile in ambito imprenditoriale, dove è necessario garantire la presenza di un’area protetta in cui archiviare il flusso di dati quotidianamente gestiti dall’azienda. I l settore che pone maggiore resistenza resta come sempre quello delle Pmi, sempre particolarmente attento al budget e piuttosto impermeabile alle pressioni estrene che non si traducano immediatamente in un rientro economico. E sì vero che il costo dellhardware è diminuito, ma il Tco per lo storage cresce sempre di più, anche a causa del fatto che oggi è sempre più necessario implementare soluzioni a sostegno della gestione dello storage. I n ogni caso, nonostante le eventuali resistenze le esigenze delle nuove applicazioni quali e-mail, presentazioni grafiche, broadband, e streaming multimediali, sono destinate a crescere considerevolmente e prima o poi non sarà più possibile ignorarne le richieste di spazio.

Autore: ITespresso
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