Storage in evoluzione

DataStorage

I risultati di una ricerca di Reportec evidenziano come il concetto di
storage stia cambiando radicalmente all’interno delle aziende

I risultati di alcuni studi eseguiti da Reportec ( http://www.reportec.it/ ), società di studi tecnologici che realizza report annuali sui diversi segmenti dell’Ict, evidenziano come anche il settore storage stia mutando rapidamente assumendo nuove caratteristiche e sviluppando nuove tematiche. Nell’ultimo anno l’intero settore dell’Information Technology è stato caratterizzato da profondi cambiamenti e fattori già in evidenza nel corso del 2004 che nella prima parte del 2005 si sono consolidati. Sempre più l’IT è stato percepito come elemento portante dell’intera operatività aziendale e strumento indispensabile per raggiungere gli obiettivi di business. Come conseguenza, i processi di razionalizzazione, di consolidamento e di virtualizzazione delle risorse si sono estesi dalle aziende di fascia enterprise a quelle di fascia media e piccola e termini quali blade server, storage distribuito, gestione dei dati per il loro ciclo di vita, eccetera, sono oramai un elemento evidenziati in qualsiasi progetto di sostituzione, adeguamento o razionalizzazione dell’infrastruttura IT.

Passaggio obbligato A un certo punto il problema principale delle aziende è stato quello di trovare un sistema per ottimizzare le risorse, salvaguardando quelle esistenti, e aumentare l’efficienza operativa, nel contempo innovando e portando l’Ict a servire meglio i processi di business. Una delle strategie più seguite in questo senso è quella dell’It visto come un centro servizi per tutto il resto dell’impresa. Dirlo è facile, realizzarlo meno ed evidentemente si basa sull’utilizzo delle tecnologie più recenti, sull’aderenza alle normative e agli standard, ma la concretizzazione di un nuovo approccio definito a livello strategico deve passare attraverso la disponibilità sul proprio mercato di tecnologie, capacità progettuale e consulenziale, strutture di assistenza e supporto, presenza diretta o indiretta di fornitori adeguati. In presenza di un’evoluzione tecnologica che va dai blade a soluzioni ad alta densità di calcolo, si afferma sempre più il concetto che l’evoluzione tecnologica deve però abbinarsi ad una continua cura sotto il piano dei costi, in modo da ottenere un sistema che offra il più basso TCO e il miglior ROI possibile. In definitiva quindi oggi il problema non è una mancanza di tecnologie, semmai è dover capire quali tecnologie (di storage, di software, di networking) vanno bene per le proprie necessità e quali riescono a integrarsi meglio fra loro. Ovviamente queste tecnologie devono essere inquadrate in un piano generale che deve tenere conto innanzitutto dei piani di business aziendali. Gli IT manager devono quindi approcciare lo storage in modo nuovo rispetto a qualche tempo fa, ossia definendo un piano esteso a tutta l’azienda che comprenda tecnologie e processi legati ad ambiti in precedenza separati: storage vero e proprio, business continuity, gestione delle applicazioni, sicurezza, networking.

I dati sono la linfa vitale dell’azienda In tal senso quindi, le tecnologie si evidenziano non come il fine, ma bensì il mezzo per una maggior efficienza aziendale e la realizzazione di infrastrutture su cui far girare le applicazioni in modo più razionale, adattabile alle mutabili esigenze, alle nuove normative che appaiono in ambito europeo e nazionale nonchè negli specifici settori, dal pubblico al sanitario a quello della finanza. Finalmente e dopo lungo tempo, un altro fattore osservabile è che alla base dell’IT si afferma sempre più una visione estesa del dato come valore aziendale, che deve essere elaborato con capacità adeguata, conservato ed utilizzato al meglio delle possibilità. La visione delle informazioni nell’ambito del loro ciclo di vita, che in pratica vuol dire il periodo per cui sono utili in termini economici o in termini burocratici, risponde proprio a questa crescente percezione del dato in tutto il valore che può esprimere per l’azienda nel suo insieme. Non solo, incomincia a essere chiaramente recepito anche il fatto che il dato ha un suo “ciclo di vita” legato all’importanza che riveste in azienda e che tende a diminuire nel tempo. Le informazioni a cui è essenziale accedere spesso e in tempi brevi saranno quindi conservate su supporti veloci (i dischi), per essere poi spostate su altri supporti meno performanti (i nastri, le unità ottiche) quando l’accesso rapido non è più necessario.

Evoluzione accelerata Un altro degli elementi al centro dell’attenzione del mondo IT è l’evoluzione che sta interessando i Data Center. La costante diffusione di nuove architetture e nuovi approcci metodologici per l’ICT sta portando ad un significativo cambiamento delle modalità con cui sino ad ora si progettavano le infrastrutture di comunicazione e di elaborazione aziendale. Questi cambiamenti, nelle modalità in cui è possibile osservarli nel loro evolversi, presentano il problema di essere non solo rapidi ma anche concettuali e, nel loro trend evolutivo, si affiancano alle evoluzioni che caratterizzano la parte rete, i server e i sottosistemi IT di storage. In sostanza, in un tempo molto breve il quadro tecnologico, dagli standard alle architetture, è profondamente cambiato, cosa che obbliga a cercare di inquadrare i diversi fattori in un unico insieme sia a livello di progetto che di pianificazione evolutiva successivamente alla fase di attivazione di un impianto In questo scenario, i sistemi server e storage rappresentano un elemento chiave e strategico ma, necessariamente, devono rispondere alle esigenze di business e alle caratteristiche operative di un’azienda, sia per quanto concerne la capacità elaborativa o di storage messa a disposizione, sia per quanto concerne la flessibilità nel loro utilizzo e il grado di affidabilità in termini di business continuity e di disaster recovery. Inoltre, alle nuove soluzioni viene richiesto anche di permettere una migrazione la più morbida e a più basso costo possibile dalla realtà esistente a una futura, consolidata e razionalizzata, che ottimizzi i costi, sotto tutti i punti di vista. Non si tratta comunque solo di hardware ma di considerare anche un approccio diverso verso i dati. Ultimamente si sta facendo un gran parlare di ILM e questo nuovo approccio metodologico sta introducendo una nuova serie di problematiche che le aziende e i professionisti dello storage devono imparare ad affrontare. La gestione intelligente e automatizzata dell’informazione imposta dalla metodologia ILM richiede infatti di poter suddividere gli oggetti e i dati in classi da associare a uno specifico comportamento per ciò che concerne le modalità della loro conservazione. La classificazione dei dati si prospetta, perciò, come uno degli elementi portanti delle nuove soluzioni per la gestione del ciclo di vita dell’informazione in modo razionale e ottimizzato. Dalla classificazione deriva quindi la modalità con cui si definisce il legame tra il dato e la modalità di recovery ritenuta più adatta per proteggerlo.

Conclusioni Come emerge dal rapporto della società di ricerche Reportec il settore storage è definitivamente uscito dalla fase pioneristica, ha conquistato connotati precisi e si avvia a subire nuovi, profondi e radicali mutamenti. L’evoluzione del settore storage è per molti versi simili a quella della sicurezza. Inizialmente visto come spesa superflua è stato lentamente riconsiderato dalle aziende che ne hanno scoperto sia le il valore sia le potenzialità. Il valore dei dati aziendali è stato rivalutato e si è preso coscienza della sua importanza. Ecco quindi che le aziende hanno sia cercato di adattare le risorse esistenti sia di implementare soluzioni ad hoc per garantire ai dati la giusta protezione, in base al loro grado d’importanza. La differenziazione del grado d’importanza dei dati e la necessità di poter riutilizzare risorse già esistenti ha dato vita a nuove metodologie come per esempio l’ILM. Insomma, visto in breve il processo si è rivelato piuttosto banale: presa di coscienza del valore del dato, implementazione delle necessarie infrastrutture per la sua protezione e gestione, classificazione e differenziazione del tipo di dati, nascita di nuovi approcci metodologici. In realtà il percorso si è rivelato complesso, lungo e irto di difficoltà. Lo storage è comunque giunto alla maturità e la strada da percorrere è ancora lunga, ma le proiezioni offerte dai principali istituti di ricerca come Gartner e IDC prevedono ora una strada tutta in discesa.

Autore: ITespresso
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