Storage ottico allo scoperto

DataStorage

L’archiviazione ottica dei documenti ha assunto valore legale anche nel nostro paese, ma le numerose tecnologie disponibili possono a volte generare confusione e nascondere problemi. Vediamo come orientarci

Esistono numerose nuove tecnologie per I dispositivi ottici che vengono proposte in diversi dispositivi tra I quali effettuare la scelta più appropriata in base alle proprie esigenze. Ma quali tra queste tecnologie possiedono le caratteristiche giuste che potranno garantirgli una lunga sopravvivenza in termini di affidabilità e costi? Vediamo di valutare I fattori critici per I nuovi prodotti ora disponibili e per quelli emergenti in modo che sia possibile individuare con più facilità quelli più adatti alle proprie necessità, evitandone i problemi spesso nascosti. L’utilizzo dell’archiviazione ottica ha fatto parte dell’industria dei computer per oltre 25 anni ed ha dimostrato la propria validità sia in ambito aziendale nel formato in cartdridge da 5,25 pollici, sia nel settore consumer nella classica forma dei comuni Cd e Dvd. Nuove tecnologie

L’utilizzo di supporti d’archiviazione ottica sta per conoscere un nuovo Rinascimento grazie alla recente disponibilità di numerosi prodotti ad alta capacità basati sulla tecnologia a blue laser. Come sempre accade in questi casi, l’aumento dell’utilizzo di archivi ottici stimola dibattiti relativi ai punti di forza e alle eventuali debolezze dei diversi formati disponibili. La discussione più accesa in questo periodo riguarda le differenze tra l’utilizzo di supporti ottici protetti da apposite cartridge e quelli senza appositi meccanismi di protezione. Il vantaggio di utilizzare dispositivi di archiviazione ottica in sistemi di storage è principalmente legato all’aumento di densità voumetrica per la memorizzazione dei dati che questi supporti sono in grado di offrire. Nelle librerie automatizzate di supporti d’archiviazione è infatti possibile utilizzare nello stesso spazio molti più supporti ottici che cassette di nastri. Molti sostengono che i supporti d’archiviazione scoperti e non protetti da appositi contenitori come lo sono i nastri sono maggiormente soggetti al rischio di danneggiamento con conseguente perdita dei dati memorizzati. In genere la maggior parte degli utilizzatori di Dvd condivide questo timore e vi pone rimendio mantenendo diverse copie degli stessi supporti. Sebbene da una parte questa rappresenti una valida strategia dall’altra introduce un sensibile aumento nella complessità di gestione dei supporti e sminuisce l’iniziale vantaggio costituito da una superiore capacità di memorizzazione. In definitiva quindi librerie ad alta capacità basate su supporti ottici spesso rappresentano un falso risparmio, causato dall’effettiva vulnerabilità degli stessi dischi. Il problema della contaminazione e danneggiamento è significativo con I supporti Dvd a bassa densità e questi problemi sono moltiplicati diverse volte nel caso delle tecnologie 120 mm blue laser, come per esempio le emergenti Blu-ray e la concorrente Hd Dvd. Mentre la maggior parte dei supporti Blu-ray sono destinati alle applicazioni video consumer, le versioni destinate all’archiviazione dei dati aziendali sono spesso proposte in apposite cartridge di protezione. Nonostante le raccomandazioni fornite dai principali produttori di drive Blu-ray, alcuni rivenditori di sistemi di librerie storage rimuovono I Dvd dai contenitori di protezione per evitare i costi necessari a riprogettare i propri dispositivi. Per quanto riguarda la tecnologia Blu-Ray non sono comunque ancora disponibili valide statistiche riguardanti la capacità di mantenere l’affidabilità dei dati sul lungo periodo, sia nel formato in cartridge sia nel formato ‘libero’. Inoltre la battaglia tra i produttori delle nuove tecnologie blue laser e dei sostenitori dei diversi standard è in pieno svolgimento e non è ancora chiaro chi ne uscirà vincitore. Prima di effettuare la scelta decisiva basandosi sulla tecnologia blue laser conviene quindi attendere ancora un po’ e verificare quale sarà lo standard riconosciuto. Questo eviterà di affidarsi a soluzioni basate su dispositivi e supporti che potrebbero poi limitarne le capacità di scalabilità e d’integrazione. Conclusioni Grazie alla legge che riconosce valore legale ai documenti memorizzati in digitale, e grazie anche alle nuove tecnologie emergenti, l’utilizzo di dischi ottici per l’archiviazione di grandi quantità di dati sta per rivivere un nuovo momemento di gloria. Le nuove tecnologie come ad esempio quelle basate su tecnologia blue laser sembrano comunque essere ancora immature e in fase di assestamento per poter rappresentare nell’immediato una valida alternativa. Inoltre i dischi ottici, in particolare nella versione non protetta da cartridge, sembrano essere ancora piuttosto sensibili ai danneggiamenti. Uno dei punti di forza dei supporti ottici infatti, è sempre stata la garanzia di longevità dei dati e l’utilizzo di supporti non protetti da cartridge compromette questo vantaggio. Una buona soluzione all’inconveniente appena descritto potrebbe essere quella di utilizzare dischi ottici protetti da apposite cartridge. In questo caso il problema che sorge è sovuto al fatto che molti produttori di librerie storage automatizzate continuano a rimuovere le cartridge per evitare di dover apportare costose modifiche ai propri apparati. Forse in questo momento, almeno nel caso di migrazioni di sistemi di storage, sarebbe opportuno attendere che la tecnologia blue laser si assesti per poter in seguito valutare il ricorso a librerie che utilizzino i nuovi supporti ad alta capacità, meglio se proposti in apposite cartucce.

Autore: ITespresso
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