Storage sì” ma quale”

DataStorage

Le soluzioni di storage oggi disponibili sono molteplici, ognuno con pro e contro. Anche per il budget

I dati sono senza dubbio la linfa vitale delle aziende moderne. L’integrità, la disponibilità e la protezione dei dati, oltre a rimanere un elemento chiave per la produttività e il successo delle operazioni aziendali, sono regolate dalla vigente legislazione e comprese nel documento relativo alla protezione della privacy. Ecco quindi che le soluzioni di storage restano in cima alla lista delle priorità nella destinazione del budget IT di ogni azienda. Particolare importanza riveste la protezione dei dati ed è il motivo per cui le aziende non possono fare a meno di dotarsi di un efficiente piano di disaster recovery, e le soluzioni di storage attualmente disponibili forniscono la base dalla quale partire per sviluppare un piano di recupero sicuro ed efficiente. La necessità di dotarsi di un valido sistema di storage è quindi evidente. Non è altrettanto evidente quale sia la soluzione più adatta alle proprie esigenze tra quelle attualmente proposte dai diversi produttori. Ogni soluzione storage offre dei punti di forza ma, nello stesso tempo, soffre di alcune debolezze, e la scelta della corretta combinazione tra pro e contro spesso risulta spesso un’operazione piuttosto impegnativa e complicata. Tra le diverse soluzioni di storage disponibili quelle principali sono la direct-attached storage (DAS), la network-attached storage (NAS) e la storage area network (SAN). Nella scelta di una qualunque delle soluzioni elencate il primo passo da compiere è comunque quello di definire una serie di parametri che devono essere rispettati e di esigenze che devono essere soddisfatte. Alcuni criteri da considerare nella scelta della corretta soluzione di storage possono essere i seguenti: – Capacità, cioè l’ammontare complessivo e il tipo di dati che è necessario archiviare e condividere. – Prestazioni, cioè le richieste in termini di velocità e occupazione di banda – Scalabilità, cioè le previsioni a lungo termine dell’aumento della mole di dati da archiviare – Disponibilità e affidabilità, cioè quanto sono mission critical le applicazioni che si appoggeranno ai dati memorizzati – Protezione, cioè quali sono le richieste di backup e recovery che dovranno essere rispettate – Personale, ovvero quali sono le risorse umane disponibili che potranno essere assegnate alla estione delle soluzioni storage implementate – Budget disponibile Vi è inoltre da considerare che mentre una piccola realtà aziendale potrà affidarsi a un’unica soluzione storage, le aziende di grandi dimensioni dovranno contemplare il ricorso a un mix di soluzioni, e in questo caso, dovranno essere considerate anche le compatibilità tra le diverse tecnologie. Esaminiamo ora velocemente le principali soluzioni disponibili evidenziandone il settore di applicazione: DAS rappresenta la soluzione ideale per le necessità di condivisione locale di dati. Le componenti di questa soluzione storage rappresentate da Raid array o librerie di nastri si appoggiano su un computer host, tipicamente un server. Ovviamente, la dipendenza da un unico host introduce alcuni problemi nell’utilizzo di questa tecnologia, come ad esempio la possibile riduzione di banda per il trasferimento dei dati e il rischio che il server dal quale dipendono possa risultare indisponibile a causa di guasti o attacchi. NAS rappresenta la soluzione ideale per la condivisione dei file a livello di azienda. Questa soluzione è costituita da un’apposita unità che comprende i dischi e il software di gestione ed è dedicata completamente alle funzioni di storage. A differenza della soluzione DAS, la NAS non deve condividere le proprie risorse con altre applicazioni in esecuzione sul server e risulta quindi più performante. SAN rappresenta la soluzione ideale per le necessità di alta disponibilità dei dati memorizzati e per il loro trasferimento a blocchi. In questo caso si tratta di una rete storage ad elevate prestazioni costituita da server e dispositivi dedicati. Questa rete è normalmente separata da quella locale dell’azienda. A causa dell’elevato grado di complessità, alle difficoltà di gestione e ai costi, questa soluzione viene solitamente adottata per la gestione di applicazioni mission-critical all’interno dell’azienda.

Autore: ITespresso
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