Storage Virtualization: mito o realtà?

DataStorage

Spesso nascono più problemi di quanti la tecnologia di virtualizzazione dovrebbe risolvere

Due parole usate e abusate singolarmente,storage e virtualizzazione, stanno riunendosi sempre più spesso nelle cronache del mondo Ict. Il vero motivo che spinge a parlarne è sempre più sotto gli occhi di tutti: l’allarmante tasso di crescita dei dati e delle informazioni. Database e regolamenti cospirano per far crescere lo storage aziendale. Nel frattempo la virtualizzazione dei server continua a dimostrarsi l’unico mezzo reale per diminuire i costi e spingere l’efficienza nei data center. Anche il desktop sta muovendosi verso la virtualizzazione in sintonia con il valore riconosciuto a una gestione centralizzata delle risorse.

Ma quando si combinano le due cose la situazione diventa meno facile. Cosa debbono aspettarsi gli utenti dalla virtualizzazione dello storage? La risposta varia da vendor a vendor e comincia ad essere difficile separare il mito dalla realtà.Molto spesso la virtualizzazione dello storage non è neppure la risposta giusta ai problemi.

Secondo gli esperti sono tre le ragioni principali che inducono gli utenti a pensare cha la virtualizzazione dello storage può aiutarli.

La prima è che gli utenti ritengono che la virtualizzazione dello storage può aiutarli a consolidare con più facilità dati che si trovano in repository diversi. Ma alcuni esperti ricordano che il medesimo risultato può essere ottenuto con le tecniche tradizionali di consolidamento dello storage. Rivolgendosi a un consulente, il cliente spesso dice di avere sistemi di storage sparsi nel suo data center e di volerli gestire con un’unica appliance. Ma eseguire questo tipo di consolidamento significa far migrare i dati attraverso un ambiente di virtualizzazione prima di poterli spostare in un unico sistema di storage. Spesso è più semplice e meno costoso spostare semplicemente i dati una volta sola in unico sistema di storage più capiente.

La seconda ragione riguarda utenti con data center in evoluzione che considerano le soluzioni di virtualizzazione dello storage un mezzo per contenere il carico di lavoro e il costo per muovere i dati da un sistema e ad un altro per ragioni diverse: accessibilità, sicurezza, archiviazione. Tuttavia in una situazione di alta dinamicità dei data center si spendono già molti soldi per muovere le informazioni , che siano virtualizzate oppure no.

Un terzo fenomeno segnala il tentativo che molte aziende stanno facendo di estendere la vita di sistemi di storage legacy, ma a basso costo, mettendoli in gradi di ricevere i dati archiviati a bassa movimentazione. I responsabili IT ritengono di guadagnare flessibilità tecnologica per il loro storage ormai datato e ritengono di poterli usare come sistemi ad alta capacità se vengono messi in grado di virtualizzare i dati. Insomma un metodo per rinfrescare il ciclo di vita di quello che si ha senza dover comprare nuovo storage. Ma, ancora un volta , secondo alcuni esperti questo approccio non è sempre sensato. Spesso è meglio spostare decisamente i dati su un’unica e nuova piattaforma di storage invece che ritrovarsi a dover gestire diversi contratti di supporto e manutenzione per tecnologie superate e continuare ad essere alle prese con i relativi problemi di supporto e compatibilità di hardware e software, soprattutto con sistemi di fornitori diversi.

Ma allora se la virtualizzazione non è sempre la bacchetta magica che risolve ogni problema, cosa bisogna fare? Un suggerimento è di focalizzare la virtualizzazione dello storage in funzione dei processi di Information Lifecycle Management. Se si parla con serietà di Ilm e di processi di tiering dello storage allora la virtualizzazione introduce novità di efficienza, gestione e flessibilità. Secondo alcuni dati la maggior parte delle aziende sta orientando la spesa IT verso lo storage, ma poi il 70 % dei costi di storage deriva dalle spese sostenute dopo l’acquisto iniziale: alimentazione e raffreddamento,servizi supporto e manutenzione. In questi casi una soluzione di virtualizzazione con la capacità di ridurre il numero dei file server e di rendere efficiente il passaggio dei dati dallo storage più costoso a quello a basso costo ,anche di tipo legacy, può aumentare l’efficienza delle reti di storage.

D’altra parte resta la sensazione di una nuvola di marketing che intorbida una chiara visione del panorama. Per qualche esperto alcuni fornitori di sistemi di storage propongono la virtualizzazione dello storage semplicemente come arma tattica per spingere gli utenti a usare i loro prodotto , prima per collegare insieme i vari sistemi già presenti in azienda e poi farli migrare a una soluzione di storage single vendor.

Insomma un sistema per bloccare il cliente ed escludere l’ingresso in azienda di altri concorrenti.

Autore: ITespresso
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