Streaming e download digitale salvano il mercato della musica

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Streaming e download trainano il mercato musicale: in crescita per la prima volta in un decennio @ shutterstock

Il fatturato del mercato tornata a crescere per la prima volta in una decade. Grazie a streaming e download digitale. I dati dell’International Federation of the Phonographic Industry (IFPI)

Si chiama “distruzione creativa”: il digitale ha mandato in crisi l‘industria musicale, un settore decotto, ancora legato solo al formato solido, ora il digitale (la cosiddetta musica liquida) salva il mercato della musica, dopo averlo reinventato con streaming e download. Il fatturato del mercato delle sette note torna a crescere per la prima volta dal 1999. Merito dello streaming e del download digitale, ma anche della voce di Adele. Il mercato musicale ha messo a segno un lieve incremento dello 0.3% a quota 16.5 miliardi di dollari.

I più scaricati e ascoltati sono risultati “21” di Adele (album best-selling) e “Call Me Maybe” di Carly Rae Jepsen. Le vendite delle tracce digitali hanno registrato un incremento del 9% a quota 5.6 miliardi di dollari ed ora detengono il 34% del fatturato totale, secondo International Federation of the Phonographic Industry (IFPI).

In un’industria devastata dalla pirateria (anche se la “pirateria” ha indicato la nuova strada da percorrere), in un mercato dove chiudevano a raffica negozi di dischi e dove il declino del CD era inarrestabile, il digitale ha rappresentato l’unica àncora di salvezza per salvaguardare posti di lavoro nel settore musicale. Ma l’industria musicale dal 1999 ad oggi si è rinnovata: prima è passata al download (in stile iTunes) ed ora allo streaming (in stile Spotify), e si è radicalmente trasformata in questo decennio, diventando un’industria moderna e molto più competitiva.

I principali servizi di download e streaming ormai proliferano e sono disponibili in più di 100 mercati, mentre i servizi di musica online sono cresciuti del 44% a quota 20 milioni circa nel 2012. Anche il mercato digitale europeo è cresciuto più della media del 20% nel 2012. Lo riporta IFPI.

Adesso l’unico problema è costituito dai servizi musicali senza licenza, i servizi illegali che mettono a disposizione tracce senza permesso. IFPI chiede a motori di ricerca, ISP e inserzionisti di cooperare. Il numero di chi utilizza i servizi illegittimi è sceso del 17%, rispetto al picco del 2005, secondo NPD Group. A quell’epoca un utente su 5 si serviva di servizi illegali, ma ora la percentuale è crollata all’11%: uno su dieci. La proliferazione dei servizi in streaming e di alternative ad iTunes ha aiutato a combattere la pirateria.

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Streaming e download trainano il mercato musicale: in crescita per la prima volta in un decennio
Autore: ITespresso
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