Studi professionali in ripresa, in Lombardia creati 10 mila posti di lavoro

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Studi professionali in ripresa, in Lombardia creati 10 mila posti di lavoro
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Professioni economiche alla ribalta in Lombardia, inversione di rotta avvocati e notai. In progresso anche gli studi medici e di architettura. L’analisi di Confprofessioni

L’occupazione negli studi professionali in Lombardia è in ripresa. Giuseppe Calafiori (Confprofessioni Lombardia) ha così commentato: «Negli studi professionali un lavoratore su quattro viene assunto in Lombardia e porte aperte ai giovani apprendisti. Il contributo dei professionisti lombardi al miglioramento delle condizioni economiche e sociali della nostra Regione».

Studi professionali in ripresa, in Lombardia creati 10 mila posti di lavoro
Studi professionali in ripresa, in Lombardia creati 10 mila posti di lavoro

Professioni economiche alla ribalta in Lombardia, inversione di rotta avvocati e notai. Nel primo semestre 2015 tra assunti e cessati il saldo occupazionale si attesta a quota 3.000, in crescita del 41% rispetto allo stesso periodo del 2014. Avanzano anche gli studi medici e di architettura. L’assessore regionale al lavoro Valentina Aprea, ha dichiarato: «I professionisti sono un valore aggiunto per la Regione e per le politiche occupazionali sul territorio».

Nel primo semestre 2015 sono stati assunti 9.833 lavoratori, di cui 1.309 sono apprendisti, registrando un incremento del 12% rispetto al primo semestre 2014 (che aveva registrato 8.752 mila assunzioni); nello stesso periodo, i rapporti di lavoro cessati sono stati 6.833, di cui 680 apprendisti, in lieve risalita sullo stesso periodo del 2014 (6.625 unità). Tra nuovi assunti e posizioni lavorative cessate, il saldo occupazionale complessivo, segna un netto balzo in avanti, che ammonta a quota 3.000 posti di lavoro, con un incremento percentuale del 41% sul primo semestre 2014.

È quanto si evince da uno studio di Confprofessioni, la Confederazione italiana libere professioni, che ha elaborato i dati Inps sulle posizioni lavorative attive e le cessazioni nel periodo 1 gennaio-30 giugno 2015 all’interno degli studi di avvocati, notai, commercialisti, medici, dentisti, architetti e ingegneri e altre professioni della Lombardia. L’analisi occupazionale in Lombardia è stata presentata oggi nel corso di un convegno, organizzato dalla Delegazione lombarda di Confprofessioni presso l’Auditorium San Carlo al Corso a Milano, su «Il ccnl e la bilateralità del settore degli studi professionali – Le sfide e le opportunità del nuovo Contratto collettivo nazionale del lavoro», che ha visto la partecipazione dell’assessore regionale al Lavoro, Valentina Aprea. «I professionisti rappresentano un valore aggiunto per la Lombardia» ha precisato l’assessore Aprea: «Con loro stiamo sperimentando forme innovative di occupazione giovanile con l’obiettivo di anticipare i nuovi modelli di lavoro sempre più orientati verso la professionalità e la specificità delle professioni. I nostri giovani devono entrare dalla porta principale del mercato del lavoro attraverso l’apprendistato o con le politiche attive di Regione Lombardia».

«Rispetto al dato nazionale, che ha fatto registrare oltre 41 mila nuove assunzioni nel primo semestre dell’anno, la Lombardia si pone ai vertici della graduatoria nazionale dell’occupazione all’interno degli studi professionali», sottolinea il presidente di Confprofessioni Lombardia, Giuseppe Calafiori. «Con quasi 10 mila nuove assunzioni, il mercato del lavoro degli studi professionali lombardi rappresenta il 23,79% del totale nazionale, in leggero aumento rispetto al dato del 2014 pari al 23,67%» «Nel comparto degli studi, dunque, un lavoratore su quattro viene assunto in Lombardia e la stessa dinamica si riscontra anche per gli apprendisti lombardi che, nonostante il calo in termini assoluti, rappresentano un terzo di tutti gli apprendisti assunti negli studi italiani».

Le professioni più dinamiche sul mercato del lavoro risultano quelle dell’area economica-amministrativa (commercialisti, consulenti del lavoro e studi di consulenza amministrativo-gestionale), che nel primo semestre dell’anno presentano un saldo occupazionale positivo pari a 1.771 unità (sospinto dagli studi di consulenza amministrativa e gestionale), in crescita rispetto ai 1.413 posti di lavoro creati tra gennaio e giugno 2014. Seguono le professioni del settore sanitario e tecnico. Fra gennaio e giugno 2015, le attività sanitarie (medici generici, ambulatori e poliambulatori, medici specialisti, studi odontoiatrici e veterinari) hanno registrato un saldo occupazionale positivo pari a 657 nuove posizioni lavorative, in crescita rispetto alle 611 unità registrate nel primo semestre 2014. Gli studi di architettura e di ingegneria e delle altre professioni tecniche registrano un saldo occupazionale di 316 unità lavorative, contro le 153 posizioni dello stesso periodo 2014. Ancor più significativa la ripresa occupazionale negli studi legali e notarili, che passa da -50 occupati nel I semestre 2014 ai 211 nuovi posti di lavoro creati tra gennaio e giugno 2015.

Nelle dinamiche occupazionali degli studi lombardi, infatti, pesano gli apprendisti che nel primo semestre 2015 hanno coperto 1.309 nuove posizioni lavorative, contro le 680 cessazioni. Nonostante il saldo occupazionale resti in campo positivo (+629 unità), il confronto con lo stesso periodo 2014 (768 unità) segna una flessione del 18%.

«I dati sull’occupazione negli studi lombardi rappresentano il contributo dei liberi professionisti al miglioramento delle condizioni economiche e sociali della nostra Regione» conclude Calafiori. «Nonostante un contesto ancora caratterizzato da profonde carenze normative, che non consentono ai liberi professionisti di competere ad armi pari con altre realtà produttive o con i competitor internazionali, il settore degli studi professionali ha saputo comunque cogliere le opportunità di alcuni recenti interventi normativi, come la decontribuzione per i nuovi assunti e il contratto a tutele crescenti. Se poi aggiungiamo gli effetti che potranno derivare dall’applicazione del Ccnl degli studi professionali, sottoscritto lo scorso aprile da Confprofessioni e dalle organizzazioni sindacali del comparto, che ha introdotto diversi tipologie contrattuali che favoriscono l’inserimento dei giovani attraverso l’apprendistato, ma anche il reinserimento degli over 50 e i disoccupati di lunga durata nel mercato del lavoro, il dato su base annua dovrebbe registrare una crescita ancora più significativa».

Autore: ITespresso
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