Subito/Doxa: Il mercato dell’usato vale una miniera d’oro, l’1% del Pil

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Secondo l’Osservatorio 2015 Second Hand Economy realizzato da Doxa per conto di Subito, il mercato dell’usato genera un volume d’affari all’incirca di 18 miliardi di euro ed è in crescita, ma non dipende dalla crisi economica, ma dalla volontà di ‘liberarsi del superfluo’

Produco, consumo, aggiungo creatività e vendo. Sono questi i quattro punti cardine attorno ai quali ruota la nuova scuola di pensiero del mercato della Second hand economy. Secondo Francesco Morace, presidente di Future Concept Lab, siamo immersi nell’era del “pragmatismo creativo”. “Siamo di fronte a una generazione che trasforma tutto ciò che è usato o di seconda mano, in materia creativa da rigenerare: cambiano le aspettative, le competenze, le soddisfazioni, passando dalla società del possesso a quella dell’accesso”, spiega Morace.

Francesco Morace - Presidente di Future Concept Lab
Francesco Morace

E fino a che punto arriveremo? Nessuno ha la bacchetta magica, ma secondo Morace abbiamo già gli strumenti per capire. “Si ridimensioneranno le teorie dell’economia classica per entrare in una modalità che non sarà più marketing ma sociality e dove il consumo non è più la prima priorità, ma varrà il concetto del ‘ti pago per la tua creatività”. Questo in sintesi quello che si cela tra le pieghe della ricerca Doxa commissionata da Subito, l’azienda attiva nella compravendita online con oltre 8 milioni di utenti unici (media Audiweb total digital audience 2014), dal titolo: Osservatorio 2015 Second Hand Economy.

Guido Argieri - Customer Insight Director Doxa
Guido Argieri

Da una prima analisi dei dati risulta che questo tipo di economy genera un volume d’affari pari all’1% del Pil italiano, all’incirca 18 miliardi di euro. Una cifra molto elevata, segno di un fenomeno in ascesa, non necessariamente riconducibile alla crisi economica, ma forse proprio alla volontà di ‘liberarsi del superfluo’. Secondo la ricerca, il 58% di chi ha venduto lo ha fatto proprio per questo motivo. Ma come ha sottolineato Guido Argieri, customer insight director di Doxa, “nel 2015 solo il 22% ha venduto per guadagnare, contro il 38% del 2014, a conferma che la crisi economica non è il driver della compravendita dell’usato”.

La popolazione under 45 è la più attiva nel mercato della second hand economy: la metà rivela di aver comprato o venduto oggetti di seconda mano poiché considerano questa scelta un modo intelligente e non convenzionale di fare economia e il 40% di questi usa il web in quanto è un canale veloce (68%) per trovare ciò che cercano. I beni usati più acquistati online appartengono alle categorie elettronica (33%), sports e hobby (31%), veicoli (28%) e casa e persona (26%).Subito

Chi compra il second hand continua a farlo anno dopo anno (56%), confermando la propria scelta verso uno stile di vita smart e sostenibile, in cui i mercatini e le modalità offline stanno progressivamente lasciando il posto al digitale. Sempre più gli italiani sono dunque sensibili al tema del second hand per motivazioni economiche, ambientali e legate al proprio stile di vita: nell’ultimo anno il 67% ha infatti venduto lo stesso numero di oggetti o addirittura di più e il 62% dichiara la propria propensione futura all’acquisto di beni usati (di cui il 42% molto propensi).

In poche parole si potrebbe dire che questa nuova forma di economia protende a un passaggio: da catena del valore a catena della fiducia. L’e-commerce ha fatto breccia anche negli italiani, seppur sempre con un po’ di ritardo, ma nel popolo del belpaese la reticenza verso l’uso delle carte di credito è sempre molto alta e ha fatto da barriera spesso all’esplosione dell’e-commerce come lo è stata all’estero. E’ in questo senso che, per arginare in parte questa reticenza, si inserisce il ruolo di Subito. Secondo rilevazioni, un italiano su quattro, nell’ultimo anno, ha comprato o venduto almeno una volta oggetti di seconda mano sulla piattaforma. Le motivazioni di questo andamento sono sia la semplicità scelta dal 67% dei casi, sia l’aspetto amichevole che favorisce il rapporto diretto tra venditore e compratore, nel 52% dei casi.SUBITO

Tornando a bomba, Morace spiega che siamo di fronte a un nuovo tipo di fiducia, appunto, una modalità intelligente di approccio al consumo, dove prevalga la sperimentazione. Non ci si deve più basare su un concetto di consumo come lo si intendeva negli anni 80 dove, come ricorda, c’era la corsa all’ultimo e nuovo modello di grido; oggi la qualità diventa il frutto dell’esperienza.

Melany Libraro - Geneal Manager Subito
Melany Libraro

Ma non di sola fantasia vive l’uomo o la donna moderni. Secondo lo studio e secondo il general manager di Subito, Melany Libraro, chi ha venduto oggetti usati nel 2015 solo attraverso il web ha guadagnato il 20% in più rispetto a coloro i quali hanno utilizzato sia il web sia la tradizione ed è per questo che il general manager ha anticipato che sulla piattaforma di Subito sarà introdotto il concetto di community e, proprio per cavalcare l’onda online, Libraro conclude: “La nostra sfida per il futuro sarà quella di avvicinare sempre più persone a questo mercato, offrendo un prodotto intuitivo e accessibile attraverso tutte le piattaforme digitali, dal sito desktop alle app per smartphone e tablet che con quasi il 70% del traffico stanno rivoluzionando il modo di fare economia online”.

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