Successo del net-strike contro gli sms a pagamento

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Bloccati tutti i siti dei carrier italiani

Si è conclusa con un grande successo la protesta di ieri contro gli sms a pagamento. Contro lipotesi ventilata dai diversi carrier italiani di mettere una quota per ogni sms spedito dal Web, era partita una mobilitazione promossa dal portale Clarence e raccolta da molti altri siti. Ieri pomeriggio, alle 15, cè stato il net-strike, e in una ventina di minuti tutti i siti degli operatori di telefonia mobile italiani, sono andati down. Il primo a cadere è stato Tim.it, dopo soli 5 minuti, seguito immediatamente da Siae.it, il sito della società che in Italia raccoglie i diritti dautore e finito già nel mirino del popolo della Rete per aver imposto una tassa anche sulle suonerie dei cellulari. Subito dopo è stata la volta di Omnitel.it, Blu.it eWind.it che ha resistito fino alle 15.20. la pratica consisteva nel collegarsi contemporaneamente agli indirizzi presi di mira, in modo che i serve non riescano a gestire tutte le richieste di collegamento in arrivo. Tim e Omnitel minimizzano sulla protesta di ieri, ma Gianluca Neri, fondatore di Clarence è sicuro del risultato I vari crolli dei siti sotto i diversi collegamenti in simultanea sono stati ripresi da operatori della Rai e del Tg5. Tim ha replicato dicendo che lattacco ha causato un temporaneo disservizio e i suoi organizzatori sono riusciti nelloperazione di farsi pubblicità e andare sui giornali. Sulla sostanza di tutta questa vicenda vogliamo chiarire di non aver nessuna intenzione di aumentare i prezzi dei messaggini ai clienti finali e facciamo presente che la tanto ingiuriata tariffa di interconnessione è già realtà nella maggior parte dei paesi europei. Carlo Fornaro, responsabile comunicazione di Omnitel, ha invece dichiarato di non aver notato alcuna alterazione significativa rispetto alla normalità nel corso delle due ore di attacco.

Autore: ITespresso
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