Sui link pirata, Yahoo! Italia vince il ricorso

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Corte di Giustizia UE: la copia privata non va confusa con l'Equo compenso

Ribaltata l’ordinanza del Tribunale di Roma ello scorso fine marzo. Sui “link pirata”, ha ragione Yahoo! Italia

Se la denuncia è generica, non serve a niente. È quanto emerge dal ricorso vinto da Yahoo! Italia nella causa dei “link pirata“. Il “Caso About Elly” aveva portato alla condanna di Yahoo! Italia, ma ora il giudizio si è ribaltato in favore di Yahoo!. Il motore di ricerca Yahoo! Italia è infatti ricorsa in appello contro l’ordinanza del Tribunale di Roma in merito ai link pirata a film “About Elly”, in quanto erano in gioco il business dei motori di ricerca e l’accessibilità delle informazioni sul Web.

La sezione proprietà intellettuale dello stesso Tribunale di Roma dà ragione a Yahoo! Italia: “La decisione rappresenta un approccio pragmatico e razionale alla complessa problematica riguardante la tutela del diritto d’autore su Internet. Yahoo! ha sempre considerato e continuerà a considerare con estrema serietà la questione della tutela del diritto d’autore e della proprietà intellettuale e collaborerà attivamente con i proprietari dei contenuti per aiutarli a proteggere i propri diritti“, spiega una nota della società.  “Yahoo! è stata fondata sul principio che l’accesso alle informazioni possa migliorare la vita delle persone e crediamo che questa decisione costituisca un passo avanti verso la tutela della libertà di espressione su Internet, agevolando la libera circolazione dei servizi prestati dagli operatori della società dell’informazione“.

I link verso materiale non originalehanno scatenato una bufera in quanto la sentenza potrebbe avere un effetto devastante e a catena sulla circolazione dei contenuti online e sul ruolo dei motori di ricerca in Italia. Secondo Yahoo! c’è un vizio di forma delle segnalazioni PFA Films: “Riguardo la soppressione dei link, tra l’altro, il pretendente non ha fornito indicazione del nome o dell’URL dei siti illegali, nonostante un’ingiunzione in merito“.

Se tutti chiedessero la disindicizzazione di tutti i siti, potrebbe portare alla fine del business dei search engine in Italia. Scrive l’esperto di diritto e Internet, Guido Scorza: “Si aprirebbero così le porte ad una preoccupante forma di giustizia privata nell’ambito della quale la semplice contestazione unilaterale di un illecito – a prescindere da ogni accertamento giurisdizionale – produrrebbe la conseguenza di consegnare all’oblio ed all’inaccessibilità ogni genere di contenuto pubblicato online“.

La sentenza italiana era definita unica al mondo: i link in questione sarebbero 10 milioni e 300 mila, secondo OpenGate Italia. Ma il ricorso ora cambia le carta in tavola. a Sezione Specializzata di proprietà intellettuale del Tribunale di Roma revoca l’ordinanza emanata contro il motore i Sunnyvale. Infine il Tribunale speciale romano reclama anche i diritti degli utenti che condividono i contenuti: in Rete ci sono i diritti dei detentori del copyright e quegli dei net citizen, gli utenti finale. Bisogna sempre trovare un punto di equilibrio, senza cadere nella censura online. Che cosa significa? Che i titolari dei diritti devono analizzare caso per caso i vari indirizzi web legati alle violazioni del diritto d’autore. “Pertanto – cocludono i giudici romani – nella indiscriminata moltitudine dei possibili contenuti web riproducenti immagini del film About Elly è necessario distinguere quelli provenienti da soggetti legittimati da quelli abusivi“.

Mentre Fastweb e Ngi sono nell’occhio del ciclone, accusati di favoreggiamento della pirateria, questa sentenza fa un po’ di chiarezza nella spinosa materia del diritto d’autore online.

Sentenza a favore di Yahoo! Italia
Sentenza a favore di Yahoo! Italia
Autore: ITespresso
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