Sul contratto di outsourcing

Aziende

In merito all’outsourcing informatico l’Unione Consulenti ci fornisce alcuni consigli su come stipulare il contratto con la società a cui ci si affida

Le attività informatiche che sono oggetto di delega sono varie e possono comprendere la manutenzione degli impianti, la fornitura hardware e software, la consulenza e la formazione per il personale dipendente. Considerata la natura tecnica dell’oggetto del contratto, è opportuno predisporre uno specifico allegato per la descrizione delle prestazioni della società di servizi informatici, in modo da non appesantire la stesura e la successiva applicazione. Particolare importanza assume la specifica sugli standard qualitativi per la determinazione delle prestazioni fornite dall’outsorcer, secondo parametri oggettivi prestabiliti, in base ai quali poter verificare in seguito, senza complessi accertamenti, l’esatto adempimento degli obblighi contrattuali. A tal proposito è bene inserire una clausola che disciplina le modalità di verifica di tali parametri.

L’oggetto del contratto, la gestione di un intero settore aziendale, rende necessaria una disciplina delle ipotesi di recesso anticipato e di risoluzione rapida del contratto, in quanto l’interruzione del servizio può comportare una paralisi dell’intera attività aziendale. Conviene dunque gestirla con strumenti che consentano comunque la prosecuzione, soprattutto nel periodo transitorio, in cui le controversie sono da risolvere o per il periodo di passaggio a un altro gestore. A tal scopo spesso si ricorre alle procedure di Adr per risolvere velocemente e in maniera semplice gli eventuali contrasti.

Il corrispettivo per le aziende di servizi informatici consiste, di solito, in una quota base e in una addizionale variabile, che dipende dal livello qualitativo delle prestazioni erogate da determinarsi secondo i parametri prestabiliti. Tale quota, definita anche “baseline processing cost” viene sancita di volta in volta nel rispetto delle esigente peculiari della impresa committente. La quota addizionale (additional volume charges) svolge la funzione di corrispettivo per l’effettivo consumo delle risorse messe a disposizione dall’outsourcer.

La prestazione oggetto del contratto rientra nella categoria delle obbligazioni di risultato, dato che l’interesse dell’impresa committente è l’esternalizzazione del settore informatico e non la fornitura in sé del servizio. Questo fatto non esclude prestazioni catalogabili fra gli obblighi di mezzi, come la fornitura del servizio di consulenza. Per ulteriori informazioni www.unioneconsulenti.it

Autore: ITespresso
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