Sul Decreto flussi pesa il Digital Divide

Autorità e normative

Le domande di assunzione di lavoratori extracomunitari sono inciampate nel solito divario digitale: gli immigrati, senza broad band, hanno incontrato enormi difficoltà a gestire le richieste

Il Viminale può tirare un sospiro di sollievo: il sistema ha retto. Il click day con 9.600 connessioni al minuto avrebbe potuto mettere in crisi il sistema,

ma ciò non è avvenuto, il Viminale non è andato in tilt. Tuttavia non è filato tutto liscio: il boom di domande sul Web, dieci volte superiori all’offerta, ha provocato rallentamenti. Ma il nèo più evidente è stato un altro: il Digital Divide. Le domande di assunzione di lavoratori extracomunitari sono inciampate nel solito divario digitale, tra chi ha la banda larga e chi non ce l’h a.

Chi abita in una zona non connessa in banda larga, è stato costretto a tentare la “lotteria” con modem a 56k, affrontando l’avventura telematica con un ronzino, invece che con una Ferrari. Per non parlare delle richieste tecnologiche non forse alla portata di tutti (come la corretta versione di Sun Java Runtime Environment JRE).

Secondo il Censis gli italiani che utilizzano Internet sono solo il 45% della popolazione, e di questi il 15% non è raggiunto dalla banda larga.

Ora a sperimentare il Divario digitale italiano, sono stati costretti anche gli stranieri in cerca di regolarizzazione.

Autore: ITespresso
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