Sul Raee non siamo pronti

Autorità e normativeNormativa

Andec, Associazione nazionale importatori e produttori di elettronica civile,
sottolinea la mancanza dei decreti attuativi e il ritardo dell’entrata in vigore
dello smaltimento dei rifiuti tecnologici in Italia.

Andec, Associazione nazionale importatori e produttori di elettronica civile, è fortemente critica nei confronti dell’attuazione delle attività di raccolta, ritiro e trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, meglio conosciuto con la sigla Raee.

Secondo l’associazione, infatti, benché l’ultima proroga di legge fissi al 30 giugno 2007 la data per l’effettiva operatività del sistema disegnato dalla direttiva 2002/96/CE attuata dal decreto legislativo 151/2005, a tutt’oggi non è stato emanato nessuno dei 12 decreti ministeriali necessari per riempire di contenuti operativi l’impianto normativo che il decreto definisce in termini generali.

Andec ritiene che siano necessari almeno due decreti per far partire il tutto: il decreto che istituisce il Registro nazionale dei produttori di Raee e quello che istituisce il Comitato di vigilanza e controllo. Il rischio è che al 30 giugno i Comuni potrebbero ritenersi esonerati dal coprire i costi di gestione dei Raee, oltre la piazzola di raccolta e trattamento degli stessi. Una situazione di stallo, secondo Andec, che porta solo ??a una sorta di rimpallo delle responsabilità finanziarie tra i Comuni (non più obbligati ex lege) e i produttori e importatori (impossibilitati a far fronte ai nuovi obblighi in totale assenza delle regole minime).

La situazione potrebbe essere risolta, afferma l’associazione, attraverso un ?accordo di programma? che preveda un regime transitorio di brevissima durata (90 giorni), in modo da individuare le modalità di copertura finanziaria delle attività di trattamento dei Raee, e al contempo emanare e rendere operativi i decreti indispensabili alla operatività a regime del sistema?.

Autore: ITespresso
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