Sul web un work in progress enciclopedico con modalità interattive

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Varato un anno fa, il progetto si basa sullapporto di tutti i navigatori. Levoluzione assicurata anche dalla possibilità di correggere i precedenti contributi

Tra le tante valenze di Internet, c anche quella del work in progress, vale a dire di un posto dove fare ricerca o – meglio ancora – di una specie di laboratorio particolarmente avanzato, dove i naviganti si trasformano continuamente in ricercatori e viceversa. Proprio questo continuo interscambio di ruoli il meccanismo su cui si basa un interessante progetto enciclopedico avviato nel 2001 e accessibile al sito www.wikipedia.com . Strutturato prevalentemente in inglese (ma ci sono anche altre lingue, tra cui litaliano), il progetto si basa sul principio della libert pi assoluta. Infatti ognuno pu contribuire con quello che sa e con cui intende partecipare al work in progress, ma soprattutto pu intervenire – appunto nella maniera pi libera possibile – anche su quanto altri hanno gi scritto. A seconda dellottica con cui la si guarda, lidea pu sembrare ingegnosa e proiettata verso grandi risultati potenziali oppure – pi semplicemente – folle e destinata ad autodistruggersi, prima o poi, proprio a causa dei suoi eccessivi capisaldi libertari. Se in effetti si pu pensare – almeno in prima battuta – che il progetto enciclopedico non approder mai a niente in quanto un sito cos strutturato in pratica una specie di tela di Penelope (con laggravante che tutti possono metterci mano, al contrario della moglie di Ulisse), va per detto che sono enormi le potenzialit di una ricerca in cui tutti sono a conoscenza dei risultati di tutti, potendo cos disporre di un bagaglio di conoscenze illimitato, sempre suscettibile di nuovi e imprevisti sviluppi. In wikipedia.com ci si pu vedere una specie di ritorno alle origini della speculazione filosofica, quella dei maestri greci di duemila anni fa, che – con la ripresa dei concetti a cui erano arrivati il giorno precedente – rimettevano in continua discussione quelli che sembravano punti fermi, distruggendone ma al tempo stesso creandone continuamente di nuovi.

Autore: ITespresso
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