Sulla distribuzione del patrimonio informativo

Management

Ecco come Pramac, piccola multinazionale italiana del settore metalmeccanico è riuscita a migliorare la ricerca e la distribuzione dei dati aziendali anche a livello delle sedi estere

Fondata nel 1966, Pramac è una solida azienda senese del settore metalmeccanico che nel tempo è divenuta una piccola multinazionale con sedi decentrate in Spagna, Francia e Cina. Il Gruppo si è evoluto con l’integrazione di altre realtà commerciali specializzate nella movimentazione e nella produzione di generatori elettronici(Lifter, GMI e Laser). In seguito i diversi loghi delle aziende acquisite sono stati unificati: in un’unica e globale identità di marca, oggi sinonimo d’eccellenza nei prodotti come nei servizi. Fin dall’inizio della sua storia l’azienda è riuscita ad adeguare velocemente la sua produzione alle esigenze che nascevano nel mercato, dando attenzione alle informazioni provenienti dal mercato e dal suo patrimonio informativo. Questo ha permesso di consolidare una struttura organizzativa che dà molta attenzione ai processi di produzione e alla conseguente gestione delle informazioni. Di questo abbiamo parlato con Alessandro Checcucci, responsabile It di Pramac, che ci ha raccontato dei problemi che l’azienda a dovuto affrontare per la distribuzione delle informazioni aziendali nelle varie sedi internazionali. Volevamo sapere quali erano stati i passaggi che hanno permesso di migliorare questo aspetto, partendo dalle difficoltà che l’azienda percepiva.

Come era la situazione allora e di che cosa avevate bisogno? L’azienda aveva bisogno di uno strumento abbastanza intuitivo e flessibile di reportistica che permettesse anche una facile distribuzione delle informazioni relative al nostro patrimonio informativo presso il personale che li utilizzava. Fino ad allora eravamo noi del settore It a ricevere le richieste dell’utente per poi fare la ricerca su Sql. Infine restituivamo i dati al commitente su formato Excell, ma a volte le cose andavano per le lunghe. Non che la componente It non volesse andare incontro alle esigenze del personale, ma spesso l’utente che riceveva i risultati della ricerca si rendeva conto, solo dopo averli esaminati, che non aveva richiesto alcuni dati che invece erano essenziali. Questo palleggio tra noi e gli utenti comportava un grande dispendio di tempo e un ritardo eccessivo nelle decisioni aziendali legate alle informazioni da reperire. Voi del settore It eravate stanchi di fare le ricerche per loro? No, non tanto questo. Diciamo che volevamo renderli autonomi sia a livello di richiesta che d’estrazione dei dati, in modo che potessero individuare le informazioni a seconda delle loro specifiche esigenze senza dover effettuare inutili passaggi.

La situazione come si è risolta? Fu Oracle a suggerirci l’uso di Discoverer, un prodotto di business intelligence che si trovava all’interno di una loro applicazione gestionale. Così abbiamo cominciato a sperimentarlo nei primi mesi del 2003 e ci siamo resi conto che potevamo farlo utilizzare direttamente all’utente dandogli l’accesso necessario alle tabelle contenenti i dati transazionali e rendendolo ampiamente autonomo rispetto agli uffici It.

Ma questo non ha comportato una fase di formazione del personale? Discoverer usa interfacce di creazione guidata dei report e questo aiuta molto gli utilizzatori. Anche il programma, fra l’altro, s’implementa in maniera autonoma senza bisogno di particolari istruzioni se non quelle che sono a corredo del prodotto. Quali benefici avete avuto dall’uso di Discoverer? Oltre alla facilità d’uso, la rapidità d’accesso alle informazioni e la facilità di distribuzione anche alle sedi remote dell’azienda, non bisogna sottovalutare la convenienza di utilizzare un’unica interfaccia e una sola tecnologia, perfettamente integrata al sistema gestionale e informativo dell’azienda.

In futuro cosa farete per migliorare l’accesso e l’uso delle informazioni aziendali? Stiamo già implementando la versione 10g di Oracle , che oltre ad avere funzioni grafiche più evolute ha anche funzionalità Olap native. Questo ci permetterà di analizzare i dati in modo più profondo. Abbiamo già finito la fase di sperimentazione e i test per il rilascio in produzione del cruscotto di business intelligence, che riguarda tutte le sedi dell’azienda e contiamo di partire definitivamente all’inizio del nuovo anno, entro la prima metà di gennaio.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore