Sulle ali della rete

Aziende

Matteo Restelli, il nuovo Country Manager di Esprinet Italia, ha svelato a CRN la sua passione per gli aerei, culminata poi con gli studi universitari in ingegneria aeronautica. Ma, ora che è grande, le sue passioni sono la famiglia, il suo lavoro e la cagnolina Penelope

Amarcord! Tanto per citare il celebre film di Federico Fellini. Questo è un po’ il senso che si coglie dal ritratto a Matteo Restelli, da poco Country Manager Esprinet Italia. Dietro la figura del manager di uno dei più importanti distributori di informatica in Italia si cela un uomo dalle passioni inaspettate: dalle fotografie ai fiori alle vetrofanie, dalla progettazione dei tetti in legno fino ad arrivare a Penelope, la cagnolina trovatella che, a detta di Restelli, un po’ gli somiglia. Una storia la sua che si sviluppa tra il forno del padre, il negozio della madre e le occupazioni studentesche, fino a coronare il grande sogno, quello di iscriversi alla facoltà di ingegneria aeronautica. CRN: Chi è Matteo Restelli? Cinquantacinque anni, ingegnere, nato a Turate (Como), nuovo Country Manager di Esprinet Italia da dicembre 2005. Ho vissuto per anni nell’hinterland di Milano, nella zona di Saronno. Da poco ho preso la decisione di risiedere in una zona completamente diversa come le colline del lago Maggiore. CRN: Che tipo di adolescente era? Sono passato dal motorino alla moto, avevo una Gilera Sei Giorni rossa, un particolare modello che andava di moda quando ero adolescente così come i Beatles e i primi capelli lunghi e a 18 anni la mia prima auto: una Diana turchese. Ho vissuto l’adolescenza a Uboldo (VA), tra il forno di mio padre e il negozio di generi alimentari di mia madre. Ero un adolescente non particolarmente scapestrato: ricordo di aver fatto alle superiori una delle prime occupazioni e di essere stato cacciato dalla polizia durante la notte. CRN: Qual è stato il suo percorso di studi? Ricordo con affetto le reverende Suore della Presentazione, il professore di latino, italiano e storia, una persona acculturata, che veniva a scuola con un motorino Legnano col parabrezza. Il mio sogno nel cassetto era dedicarmi agli aerei ma non mi fu possibile, mio padre non voleva che andassi a scuola a Milano per cui mi iscrissi all’istituto tecnico indirizzo meccanico. Poi mi sono iscritto alla facoltà di ingegneria aeronautica al Politecnico di Milano. Ricordo quegli anni come molto caldi e ruggenti: (da fine ’69/’70 fino al ’76). Dopo due anni di università decisi di studiare e contemporaneamente lavorare come insegnante alle serali presso la scuola superiore che mi aveva ‘sfornato’. CRN: E una volta terminati gli studi ‘tradizionali’? Terminata l’università mi sono dedicato alla parte marketing e vendite perché da un punto di vista lavorativo mi affascinava di più. CRN: Quali sono i suoi hobby? Mi piace molto fotografare i fiori. Da un po’ di anni mi sto dedicando alle vetrofanie. Mi piace viaggiare e ho un hobby particolare che si chiama Penelope, una cagnolina che, a dispetto del nome, più che fare e disfare la tela se la mangia. Adesso è diventata robusta, tanto che qualcuno dice che mi somigli. CRN: Come si è avvicinato al mondo dell’informatica? A tappe e quasi ogni volta dicevo tra me che non si trattava del mio mondo. Il primo contatto è stato all’università con l’esame di calcolo automatico, poi la tesi di laurea e infine il lavoro. CRN: A cosa maggiormente deve il successo nel suo lavoro? Voglia di lavorare, metodo, determinazione e un po’ di fantasia. CRN: Cosa significa il termine Esprinet? Deriva dall’unione delle due parole francesi ‘esprit + net’, che tradotto in italiano diventa ‘spirito nella rete’. CRN: A chi si sentirebbe di dire grazie e perché? Il primo storico grazie lo dico ai miei genitori che mi hanno educato al lavoro e al sacrificio, un grazie a mia moglie e alla mia famiglia perché mi hanno permesso di realizzarmi, un grazie all’attuale Amministratore Delegato di Esprinet, Alessandro Cattani, che mi ha insegnato come diventare anche un buon uomo di gestione. Infine un grazie a tutti i collaboratori e ai concorrenti. CRN: Se non facesse il lavoro che fa oggi, cosa le piacerebbe fare? Il progettista di tetti in legno. Nella mia vita ho disegnato e costruito modelli di tetti in legno. CRN: Se avesse la bacchetta magica, quali sono le prime cose che cambierebbe in Italia? Se potessi, varerei un decreto legge che abolisse l’autocommiserazione e l’autolesionismo negli italiani e poi un altro decreto che affermasse che il 51% del tempo che spendiamo a dire ‘cosa non va’ nel mondo lo tramutassimo in propositi positivi per riparare alle cose che non vanno.

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