Sulle onde della solidarietà

Aziende

Mille hobby senza trascurare casa e famiglia e un tocco di colore nel mondo del volontariato. Così Bonfiglio Mariotti, Presidente di Assosoftware, si è raccontato in questo ‘particolare Ritratto’, la nuova rubrica di CRN che ha lo scopo di far emergere i tratti dell’uomo, accanto al profilo professionale

Avventura e volontariato, azienda e famiglia. Questi sono i tratti di Bonfiglio Mariotti, riminese, 49 anni che nel 1994, insieme ad altri imprenditori storici del settore, ha fondato Assosoftware, l’associazione delle software house fiscali e gestionali confluita in Confindustria di cui è oggi Presidente. Con lui apriamo questa nuova rubrica con lo scopo di far emergere i tratti dell’uomo. CRN: Potrebbe tratteggiarmi un suo profilo nel mondo dell’informatica?

Bonfiglio Mariotti:“Mai avrei pensato di occuparmi di informatica. In una giovinezza in cui la passione politica si univa agli studi classici al Giulio Cesare di Rimini, all’amore per la filosofia e la storia dell’antica Roma – spiega Mariotti – il mio istinto e la mia visione della vita mi portavano a sognare aule di tribunale dove difendere i diritti dei più deboli e ad affermare la diversità contro la cultura egemone e dilagante degli anni settanta. Ho intrapreso gli studi di legge all’università, ma contemporaneamente, ho iniziato a lavorare entrando in società nella tipografia di modulistica per computer costituita da mio fratello nel 1984. Nel 1987 la fondazione di Data Print Grafik che si specializza nella produzione di modulistica meccanografica fiscale (dichiarazioni dei redditi, Iva ecc). CRN: Come si è avvicinato al mondo dell’informatica?

B.M.: Ricordo ancora bene lo slogan impresso nei nostri depliant stampati in occasione del primo Smau nel 1992 “Non accontentarsi della norma, ma guardare le cose da un punto di vista non comune”. Questa “visione” ha contraddistinto il mio lavoro oltre che la mia vita, i servizi a sostegno dei prodotti, innovazione nei materiali, innovazione nelle metodologie commerciali e nel marketing, fino a creare, nel 1996, la divisione informatica Smart Forms che ha prodotto il primo software in Italia per la stampa laser delle dichiarazioni dei redditi. La tecnologia, allora, andava in quella direzione e piuttosto che giocare in difesa, ho preferito aggredire il mercato. La divisione informatica Smart Forms è cresciuta, in termini di fatturato vale circa la metà dell’intera azienda (13 milioni la media dei ricavi degli ultimi 3 anni) e, in termini di prodotto, diventando un’unità produttiva specializzata in gestione documentale con ArchiviOk, il software per l’archiviazione ottica e la conservazione sostitutiva. Nel 2003 ho acquisito il 48% di ExaMedia, piccola società di Ancona, che si dedica alle produzioni multimediali, con una piattaforma di e-learning e la distribuzione verso la Gdo di prodotti multimediali di autoformazione e intrattenimento. CRN: Se non facesse il lavoro che fa ora, cosa le piacerebbe fare?

B.M.: Mi considero e mi sento un uomo realizzato, ho tutto, denaro, aziende, affetti, una bellissima famiglia, mi occupo anche di volontariato, investo denaro in attività che considero umanitarie senza fare la carità; sono socio fondatore e componente del consiglio di amministrazione di Eticredito la seconda Banca Etica italiana, nata un anno fa a Rimini. CRN: A cosa maggiormente deve il suo successo?

B.M.: Al mio carattere che non mi permette di arrendermi mai, all’amore per la cultura umanistica, a mio fratello Massimo, ma, soprattutto, a mia moglie Fiorella che ha lasciato la professione di avvocato per stare con la famiglia, che ha stemperato il mio carattere impulsivo e focoso, dandomi affetto e comprensione nei momenti più bui. CRN: Quali sono i suoi hobby?

B.M.: L’incapacità di fermarmi e di accontentarmi, sfociata in gioventù nella passione politica, si è trasformata col tempo nella sfida alla paura e al pericolo, magari a 2 mila metri di altezza sorretto da un parapendio. Si chiama vento la mia grande passione, sia che gonfi la vela di un parapendio, sia che entri nella mia Porche decappottabile 356 speedster del 1956 e con lo stesso spirito ho praticato il surf da onda. CRN: Se avesse la bacchetta magica, quali sono le prime cose che cambierebbe in Italia?

B.M.: La mentalità utilitaristica degli italiani, la crescente e sempre più diffusa incapacità di rischiare investimenti aspettando sempre l’intervento dello Stato, la politica, nella quale preferirei il sistema di lobby all’americana: almeno sappiamo chi votiamo e perché. CRN: Qual è il rapporto con la tecnologia e l’informatica?

B.M.: Un tempo avevo un pessimo rapporto personale con il computer e con tutto ciò che era tecnologia, ma mi sono arreso all’evidenza rendendomi conto che l’informatica ha un ruolo estremamente positivo, ormai insostituibile, nello sviluppo delle imprese, nella conoscenza delle proprie capacità e delle opportunità di mercato. L’azienda che dirigo ha attivato un proprio dominio Internet quando in tutta Italia vi erano meno di 2 mila siti Internet aziendali.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore