Summit ONU sulla società dell’informazione

NetworkReti e infrastrutture

Anche l’ONU comprende l’importanza della società dell’informazione e
decidedi affrontare nel corso di un Summit Internazionale la
delicata questionedelle applicazioni delle nuove Tecnologie
dell’Informazione e dellaComunicazione (ICT).<

GINEVRA. Le Nazioni Unite per la prima volta mettono il mondo attorno ad un tavolo per affrontare la delicata questione delle applicazioni delle nuove Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT). Garantire l’accesso al tali tecnologie ed in particolare di Internet; il ruolo che questi strumenti possono avere per uno sviluppo sostenibile; i criteri per garantire la sicurezza delle reti e favorire fiducia nel loro utilizzo: questi sono infatti i grandi temi che saranno affrontati al primo Summit Mondiale sulla Società dell’Informazione – organizzato dalle Nazioni Unite a Ginevra dal 10 al 12 dicembre – da almeno 5 mila delegati di 185 Paesi; da oltre 60 Capi di Stato e di Governo, di cui una decina dell’UE, nonché da esponenti di varie organizzazioni governative e non governative e del mondo imprenditoriale internazionale. La delegazione del Governo Italiano sarà guidata da Lucio Stanca, Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, che ha la delega per la Società dell’Informazione. Già martedì e mercoledì prossimi il Ministro riferirà alle Camere sul Summit, sulle questioni ancora aperte e sugli orientamenti che il Governo intende sostenere in previsione di tale evento, ma raccoglierà anche le indicazioni che il Parlamento vorrà fornire in questa circostanza. Importante segnale dall’ONU che riconoscendo il ruolo di primo piano assunto ormai nella nostra società dalle nuove tecnologie ha deciso di organizzare una Conferenza di rilevanza mondiale. Tra i punti che saranno oggetto di analisi e discussioni si annoverano il governo di Internet e cioè quale sia il soggetto più appropriato per la gestione internazionale di Internet; i media e quindi come garantire il pluralismo dell’informazione e della proprietà dei media, la libertà di accesso e di utilizzo dell’informazione; i diritti umani e quindi in che modo riaffermare i diritti umani già sanciti in ambito Nazioni Unite – in particolare diritto allo sviluppo, libertà di espressione – come fondamenti della Società dell’Informazione; la sicurezza cioè come conciliare la libera circolazione delle informazioni attraverso la Rete con la sicurezza dei contenuti e dei soggetti che accedono ad Internet; il finanziamento e quindi quali sono le forme migliori per concorrere a colmare il divario digitale esistente tra Nord e Sud del mondo. Il Vertice, che vede in prima linea il Governo Italiano quale Presidente di turno dell’UE, sarà l’occasione per definire una strategia comune a livello mondiale per la creazione di una Società dell’Informazione aperta a tutti. Nel corso dei negoziati preparatori al Vertice, l’Italia ha proposto ed ottenuto la riaffermazione della centralità delle ICT come strumento per la realizzazione degli obiettivi di buon governo. Tali principi ispirano l’iniziativa italiana, voluta dal Presidente del Consiglio dei Ministri, per promuovere e realizzare progetti di e-Government nei Paesi in Via di Sviluppo. Difatti come e’ noto l’Italia guida un programma di cooperazione internazionale per realizzare, attraverso l’innovazione tecnologica, Pubbliche Amministrazioni più efficienti, credibili e trasparenti nei Paesi in via di sviluppo. Alla Conferenza di Palermo svoltasi nel mese di aprile 2002 a cui hanno partecipato 96 Paesi, sono stati presentati l’iniziativa e il Modello digitale di riferimento (eModel) di servizi della Pubblica Amministrazione. Alla stessa data sono stati avviati progetti con 5 paesi: Albania, Giordania, Mozambico, Nigeria, Tunisia. L’iniziativa Italiana denominata eGovernment per lo Sviluppo si e’ affermata, quindi, come componente operativa, concreta ed orientata ai progetti in un ampio quadro di ‘consenso’ globale sul ruolo fondamentale della good governance e dell’esercizio di questa tramite le ICT nei processi di sviluppo e crescita sostenibili.

Autore: ITespresso
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