Suoni dal continente nero

Management

Un viaggio affascinante tra suoni e melodie di terre esotiche.

È quello che ci regala la Silab con questi tre CD-ROM accompagnati da CD audio, che raccontano la storia e il presente della musica in Algeria, Marocco e Africa.

Partiamo allesplorazione dellAfrica e della sua musica grazie a tre CD-ROM della Si.Lab corredati da CD musicali. Lavventura inizia in Marocco, dove si viene catapultati in un universo di suoni dai significati magico-religiosi. È possibile comunicare con gli spiriti attraverso la musica? Può la musica avvicinarsi al nostro essere spirituale? Il Cd tenta di rispondere anche a questi interrogativi, perché la trance significa proprio arrivare a uno stato di coscienza alterato dopo la ripetizione, continua, ossessiva di uno stesso ritmo musicale. In Marocco, come in altre parti del continente africano, lo stato di trance assume un ruolo particolare perché strettamente correlato alla preghiera e alla traduzione in musica delle parole del Profeta. Due filmati, uno di una confraternita Sufi e laltro di una processione a Marrakech, illustrano gli stati di trance. Più in generale il CD-ROM spiega come la musica marocchina si sia formata sotto linfluenza di popolazioni provenienti da Africa, Asia ed Europa, che hanno dato origine a una complessa genesi armonica costruita spesso con strumenti sconosciuti alla tradizione araba. La sezione Musica ci introduce in un ambiente ricco di altrettanti universi di suoni la tradizione dei beduini, le donne del Sahara, gli strumenti, vengono raccontati fino ad arrivare alle forme più moderne di musica. Non si creda infatti che il Marocco viva solo di tradizioni il Cha abi è il laboratorio privilegiato dove le forme tradizionali valicano i confini di stili moderni come jungle, ambient e drumnbass. Prova ne sia lo studio di registrazione di Pat Jabbar, già ingegnere del suono per gli Alham, che ha richiamato a Casablanca un personaggio noto, ma allo stesso tempo attento a tutte le forme di sperimentazione, come Bill Laswell. Il CD è disponibile in italiano, inglese e francese. Ne abbiamo sicuramente apprezzato lo sforzo di ricostruzione storica che forse meritava una grafica un po più ricercata. Anche la navigazione poteva essere un po più curata e non limitarsi a una progressione sequenziale che non sfrutta le potenzialità ipertestuali di un supporto digitale.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore