Surface Pro 3, cosa serve perché sia ok!

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IN PROVA – Microsoft Surface Pro 3 rappresenta ancora un passo avanti rispetto al suo predecessore, ma per essere vero tablet e vero laptop serve un’altra tastiera, e il prezzo deve scendere

Annunciato questa primavera e disponibile in Italia solo dalla fine di agosto, è arrivato anche in Italia Surface Pro 3, la nuova declinazione del mobile computing secondo Microsoft. Una proposta tanto incompresa quanto originale nella sua precedente versione, ora aggiornata nell’hardware come anche nel fattore di forma.

Siamo schietti: senza dubbio la proposta di Surface Pro 3 è decisamente migliore rispetto alle precedenti. Pensiamo altresì che non sia ancora del tutto soddisfatta l’idea di Microsoft che presenta Surface Pro 3 come “il tablet che sostituisce il laptop”. Dopo un buon periodo di utilizzo ecco quello che pensiamo in proposito.

Surface Pro 3, l’ergonomia

In occasione della presentazione ufficiale abbiamo documentato le nostre prime impressioni. E’ solo però utilizzando i device che è possibile comprenderne i punti di forza e i limiti.

Surface Pro 3 si presenta come un ottimo tablet e con una dotazione hardware di componenti interni adeguata per essere anche un buon laptop, con importanti aggiustamenti rispetto alla versione precedente nel form factor: più sottile (9,1 mm di spessore), più leggero (nudo pesa 800 grammi, rispetto ai 900 di Surface Pro 2), con un rapporto display più interessante 3:2 invece che 16:9. Si tratta di un tablet/pc con diagonale da 12 pollici e risoluzione 20160×1440, è dotato nella parte posteriore di una comodissima aletta che permette di inclinarlo a piacere e non in posizione predeterminate, ma proprio come più aggrada. L’aletta sembra robusta, ma abbiamo notato in un utilizzo urbano ruvido che può facilmente flettersi, proprio stortarsi, anche se è facile poi rimodellarla affinchè torni perfettamente sovrapponibile al guscio. Le cerniere si sono dimostrate robuste.

In dotazione nella confezione si trova un caricatore per la batteria che è diverso rispetto a quello del modello precedente, segno di un’ulteriore ricerca e ottimizzazione, a svantaggio però di chi volesse scambiare i caricatori. Il caricatore permette grazie a una presa USB di caricare qualsiasi device senza dover occupare la porta di Surface. Ottima idea, una vera comodità. Oltre al caricatore è inclusa nella confezione la penna rinnovata a due pulsanti, ne parliamo in seguito.

Surface Pro 3
Surface Pro 3 con la penna

E’ cambiata anche la disposizione dei comandi sul device: tasto di accensione sul bordo superiore a sinistra, sul bordo sinistro c’è la presa per le cuffie e il controllo volume, sul bordo destro mini-display port e presa USB 3.0, poi la presa per il caricatore, e in basso l’aggancio per la tastiera. La tastiera/cover ovviamente ha cambiato forma, per adattarsi al display, ma anche quella in dotazione con il precedente Surface è ancora utilizzabile, anche se non copre correttamente il display. Non proprio sul profilo, ma internamente, sul dorso posteriore si nota il comparto per le schede microSD. Nei nostri desiderata avremmo preferito la presa per le schede SD.

In quello scomparto infatti si possono inserire le schedine più comuni delle fotocamere e delle videocamere e con un minimo adattatore anche le microSD, viceversa non è invece possibile. Le schedine microSD sono utilizzate sugli smartphone, ma a volte sono persino alloggiate internamente, scomodo davvero il loro riutilizzo con Surface. Se Surface Pro 3 vuole essere soluzione di computing completa, non può ignorare questa nota cui porre rimedio.

Di questa impostazione riscontriamo che non ci siamo per nulla trovati quando abbiamo utilizzato Surface come tablet in posizione verticale: il controllo volume (in questa posizione finisce sul profilo superiore) è risultato scomodo, così come la presa per le cuffie. Esperienza personale certamente. Infine, in un primo approccio, la presa per il caricabatterie (36 watt per una ricarica completa effettivamente quasi da record, in meno di 3 ore) è ingombrante: mentre Apple utilizza un connettore con ingombro massimo di pochi mm per i tablet e meno di due cm per i laptop, non si capisce perché ci sia bisogno di un ‘affare’ lungo poco meno di 5 cm per caricare Surface Pro.

Vera goduria invece per quanto riguarda la tecnologia touch del display. Molto, molto fluido l’utilizzo sul touchscreen. Ottima la resa dei colori, la luminosità, la reattività. Microsoft pone grande enfasi sulla penna in dotazione. Noi restiamo dell’avviso che se ne possa fare a meno. Tra l’altro più di una volta l’abbiamo davvero lasciata in giro, non avendo un alloggiamento suo proprio. Per noi bisogna usare questi device a mano nuda, sono loro che devono nel tempo imparare da noi e non noi che dobbiamo munirci di altri attrezzi per usarli. Tra l’altro tre pulsanti su una penna sono fin troppi. La penna è bocciata senza appello come concept, perché è vero che il software per usarla e selezionare evidenziatori e pennini è gradevole. L’ottimizzazione della penna per OneNote, che si può lanciare con un clic rappresenta un’attenuante alla bocciatura.

Surface 2 e 3
Surface 2 e 3 a confronto

Veniamo invece al vero fattore da rivedere: la tastiera. Prima di tutto non ha senso che questo accessorio contribuisca ad aumentare il prezzo complessivo di Surface. Surface è un computer e non un tablet (per quanto potente sia) solo in abbinata con la sua tastiera. Proprio per questo motivo la proposta deve essere ripensata e quella tastiera deve migliorare ancora somigliando più a una ‘vera’ tastiera e meno a una cover. Il touchpad è troppo piccolo, basso, anche se sensibile. la tastiera deve essere ripensata come accessorio ancora più rigido, meno accessorio e più integrato come parte di Surface, come in tanti 2 in 1, in modo che con Surface Pro la tastiera chiusa costituisca un tuttuno. Andiamo oltre: la vorremmo rigida, importante, nei materiali e perché no, proprio di metallo, dello stesso materiale di Surface.

Surface Pro 3, ottimo computer ad alto prezzo

Se Surface Pro 3 fosse dotato di una tastiera con le caratteristiche che abbiamo sottolineato si potrebbe proporre davvero come un buon computer e un ottimo tablet. Sì perché grazie a Intel Core i3-5-7 di quarta generazione non c’è compito che possa metterlo in crisi (certo mettendo mano al portafoglio per le Cpu più importanti). In occasione della presentazione avevamo fatto cenno alle difficoltà di lavorare su file grafici complessi con un dispositivo di questo tipo. Torniamo sull’argomento.

La difficoltà è data dalla diagonale del display, non dalla potenza di calcolo. E il primo problema si risolve facilmente anche con un monitor esterno (con mini display port). Più la configurazione diventa importante (da Core i3 con 64 Gbyte di storage e 4 Gbyte di Ram, fino a Core i7 con 256 Gbyte di Storage SSD e 8 Gbyte di Ram), più Surface Pro 3 si candida a sostituire degnamente il computer di lavoro, ma sale anche il prezzo che può arrivare a oltre 1500 euro, esclusi gli accessori. Ecco, si può proporre per 1.500 euro un tablet/computer con questa tastiera?

Non si può, non si deve. Tra gli accessori oggi c’è disponibile anche una docking station con una porta Gigabit Ethernet per una velocità di rete fino a 1 Gbps, una porta Mini Display per video in HD con risoluzione fino a 4096×2304 e 5 porte USB (di cui 3 USB 3.0). Molto bene, cresce l’ecosistema, ma deve crescere anche il bundle iniziale con una soluzione di tastiera all’altezza.

La dotazione hardware complessiva ci ha dato soddisfazione a partire da WiFi 802.11 anche ‘ac’, e Bluetooth 4.0 e dai sensori. Il sensore di luce ambientale è perfettamente calibrato, Surface Pro 3 è dotato anche di magnetometro, accelerometro e giroscopio, NFC è supportato, i sensori sono tutti pronti e reattivi.

I benchmark di riferimento PcMark si sono fermati al punteggio 2303 nel test Home Conventional, un buon punteggio per la nostra configurazione con Intel Core i5-4300 a 1,9 GHz, con 4 Gbyte di Ram e 128 Gbyte di storage. E un punteggio di poco inferiore a quello ottenuto proprio da un sistema come EliteBook Folio 1040 G1. E’ la nostra una configurazione di medio livello che costa mille euro. Si pagano poco più di 300 euro 4 Gbyte di Ram in più con il raddoppio dello storage SSD. Una spesa da valutare, perché tutto sommato secondo noi rappresenta la migliore soluzione possibile.

Nel comparto Creative i PCMark hanno segnato il punteggio 2242 e 2651 nei test Work Conventional anche in questo caso un punteggio allineato a quello di un notebook con grafica integrata di buone prestazioni. Buona la dispersione del calore anche nei test più impegnativi.

Consigliamo Surface Pro 3 come sostituto del proprio laptop di lavoro? Ancora no, i passi avanti da fare per ambire a questo riconoscimento li abbiamo indicati. Surface Pro 3 è un ottimo tablet e un buon computer da viaggio, ma non vorremmo mai usarlo con la sua tastiera per le stesse ore che dedichiamo al lavoro. Ci siamo impegnati a cercare di capire fino in fondo la proposta, ma abbiamo bisogno di altro. Anche se la dotazione software è già perfettamente allineata alle richieste del business. Tra l’altro con una tastiera di altro tipo si potrebbe pensare anche a una forma di riconoscimento biometrico integrata.

Confermiamo la possibilità di lavorare per oltre sette ore senza problemi, non ci è però mai capitato di arrivare alle nove ore dichiarate dal produttore con una normale successione di task come: navigazione, emailing, utilizzo di Office con Word ed Excel, fotoritocco e gestione foto.

Rimandiamo al sito del produttore per le specifiche tecniche che non abbiamo menzionato, ma amiamo concludere con la nota di pregio sulla scelta di dotare questa soluzione con fotocamere bilanciate entrambe con sensore da 5 megapixel sia fronte, sia retro.

 

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