Sviluppo Software: nasce l’international software

Management

Aumentano in Italia le società che si occupano della progettazione e
dellosviluppo del software.

MILANO. Nasce una nuova società sul mercato IT. Si tratta della International Software che fornisce strumenti per aiutare programmatori e analisti nella gestione della progettazione e dello sviluppo di software. Troppo spesso infatti, le informazioni contenute nei progetti scompaiono nei dettagli del codice o comunque restano solo in parte. L’obiettivo finale dell’azienda e’ fare in modo che il codice del software sia sviluppato come prevede il progetto originario. La nascita di nuove società in un settore cosi’ delicato ed attuale come lo sviluppo del software rilancia senza alcun dubbio i relativi contratti che presentano rilevanti complessità collegate all’ampia autonomia negoziale delle parti. Il contratto di sviluppo software, difatti, e’ uno schema negoziale creato dall’autonomia negoziale per soddisfare l’esigenza dell’utente di acquisire la possibilità di utilizzare un programma diverso da quelli standardizzati, al fine di realizzare specifiche e particolari esigenze. La qualificazione giuridica della figura in esame dipende dalla natura del soggetto che viene incaricato dello sviluppo del programma, potendo a sua scelta l’utente rivolgersi ad un imprenditore, ed in tal caso si realizzerà un contratto di appalto di servizi (art. 1655 c.c.) ovvero ad un professionista ed in tal caso verrà concluso un contratto d’opera (art. 2222 c.c.). La prestazione oggetto dell’accordo sarà in ogni caso l’analisi delle esigenze di programmazione ed elaborazione del committente e la progettazione e lo sviluppo di un software idoneo a soddisfarle. Tuttavia la diversa qualificazione del contratto incide sul regime di responsabilità del fornitore. Nel caso in cui si tratti di contratto di appalto, l’imprenditore, che conta sulla personale organizzazione dei mezzi necessari e quindi su una totale autonomia nello svolgimento del servizio da parte dei propri collaboratori, assume un obbligo di risultato e quindi deve assicurare la rispondenza del software realizzato alle specifiche esigenze tecniche e funzionali che il committente dovrà aver precisato nel contratto, con applicazione della garanzia per vizi e difformità ex artt. 1667-1668 c.c. Nel caso in cui si tratti di contratto di opera, il professionista si impegna a svolgere personalmente (con lavoro prevalentemente proprio) il servizio richiesto, ma l’obbligazione sarà di mezzi e la responsabilità del fornitore sarà contenuta entro i limiti di cui all’art. 2236 c.c. Vale per entrambe le figure il principio secondo il quale lo sviluppo del software comporta, in considerazione della stessa natura della prestazione pattuita, la necessita’ di una stretta collaborazione tra committente e fornitore: il primo deve rappresentare correttamente le proprie esigenze ed i problemi di carattere tecnico-gestionale che il software e’ destinato a gestire su base informatizzata; il secondo deve fornire soluzioni idonee a soddisfare nella maniera migliore le esigenze del committente. E’ stato correttamente sottolineato che questa stretta interrelazione tra le due parti comporta delicati problemi in ordine alla ripartizione delle responsabilità per le scelte effettuate ed ai diritti di sfruttamento economico dei programmi sviluppati. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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