Svolta epocale per la radiofonia italiana

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In arrivo a metà luglio il Piano delle frequenze digitali

Santa Margherita Ligure ha ospitato la scorsa settimana il convegno annuale di Audiradio. Forte di una audience che ha superato i 35 milioni di ascoltatori, lassociazione ha fatto il punto sulla situazione della radio in Italia, in attesa del Piano delle frequenze digitali che lAutorit delle telecomunicazioni dovrebbe rendere noto tra poco pi di una settimana. Nel nostro Paese, la radio vive da tempo uno strano conflitto, con aspetti anche paradossali. Dal punto vista qualitativo/quantitativo, lofferta di programmi buona ed valido anche lutilizzo del mezzo, nelle sue modalit di ascolto. Tanto vero che i due parametri (offerta/utilizzo) sono secondi solamente agli standard della televisione. Ma tutto questo non stato sufficiente – almeno fino a oggi – per fare decollare la raccolta pubblicitaria, che non riesce a spostarsi dallormai storico 5% dellammontare totale degli investimenti. Un fatto che probabilmente ha qualche antica radice nella grande frammentazione della galassia radiofonica, altra caratteristica storica di questo comparto delle Tlc. I motivi per cui la radio italiana aspetta come un fatto epocale lassegnazione delle frequenze digitali (prevista per la met del 2004) sono diversi. Innanzi tutto, la tecnologia digitale permetterebbe di irradiare in maniera completa ed efficiente tutto il territorio nazionale. Poi si potrebbe finalmente utilizzare una sola sintonia e inoltre lofferta per gli ascoltatori sarebbe in grado di garantire servizi integrati. Per la radio italiana, che aspetta da tempo (30 anni, per la precisione) un piano per frequenze, la tecnologia digitale potrebbe quindi aprire una nuova era, portando finalmente il comparto a competere con le altre radiofonie europee e internazionali.

Autore: ITespresso
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