Symantec Norton Report 2013, meno vittime ma attacchi mirati e fruttuosi

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SLIDESHOW – Symantec Norton Report 2013 segnala meno attacchi rispetto a un anno fa, ma mirati e più redditizi. Le minacce nascono multipiattaforma e multidevice e, sul mobile, il cybercrimine sta ancora facendo ‘palestra’

Marco Riboli, VP Symantec Mature Euro Countries, le ha viste tutte in Symantec, dal 1999 ad oggi e lo incontriamo in occasione della presentazione di Symantec Norton Report 2013. Il tratto distintivo che più vuole sottolineare della sua azienda è “la capacità di addattarsi al cambiamento come vendor di sicurezza, in continua mutazione – praticamente ogni sei mesi – proprio per adeguarsi al mercato” e, se si vuole, proprio per stare al passo con il mondo della sicurezza IT, che probabilmente cambia in modo ancora più veloce. Allo stesso tempo Riboli riconosce come i cambiamenti e la strategia in un certo senso si riverberino nei prodotti anch’essi in evoluzione, in un mercato certo non facile.

Marco Riboli Symantec
Marco Riboli Symantec, VP Symantec Mature Euro Countries

L’anno finanziario di Symantec inizia ad aprile e il primo semestre 2013 (che termina a settembre), rispetto al primo semestre 2012 ha fatto segnare due punti percentuali di fatturato in calo. Symantec è cresciuta molto per quanto riguarda la copertura del territorio, calando lievemente sugli strategici e su quelli che sono considerati i key account. Un andamento tutto sommato flat, rispetto a una sofferenza diffusa. E Riboli vuole allora sottolineare che sono clienti Symantec tutte le aziende Fortune 500, che la sua azienda detiene oltre 1900 brevetti, genera un fatturato globale di circa 7 miliardi di dollari, e il 14 percento viene reinvestito in ricerca e sviluppo.

Ricerca e sviluppo non riguardano ovviamente solo i prodotti Norton (essi contribuiscono a cubare circa il 30 percento del fatturato, e sono disponibili nelle versioni rinnovate proprio da questi giorni), ma anche i prodotti di compliance, Dlp, Recovery, Information Management, Email archiving, comparti che beneficiano della perfetta fusione tra Norton e Symantec enterprise e cubano, in equilibrio tra loro, il rimanente dei ricavi.

Proprio la ricerca e lo sviluppo hanno permesso a Symantec di seguire l’evoluzione del malware con un passaggio dall’attenzione esclusiva verso le signature maligne (oggi oltre 30mila al giorno), ai sistemi di protezione tramite ‘reputation’ che oggi pesa per circa il 90 percento insieme con gli altri strumenti di protezione proattiva.

Symantec Norton Report 2013

E arriviamo a Norton Report 2013, che perde nella denominazione il termine ‘Cybercrime’ – prima si chiamava Norton Cybercrime Report – proprio a indicare una prospettiva più ampia che tenga conto non solo del crimine informatico, ma anche degli atteggiamenti degli utenti ‘minacciati’, e non necessariamente rimasti ‘vittime’ degli attacchi di cybercrime, parola con cui in Symantec qualificano qualsiasi attività volta a rubare denaro, credenziali, informazioni personali.

Il campione dell’indagine commissionata a Edelman Berland è di 13mila adulti (tra i 18 e i 64 anni) di 24 Paesi, contattati tramite questionario somministrato via email.

Le proiezioni contano 378 milioni di vittime nell’ultimo anno (circa 12 vittime al secondo), in leggera decrescita rispetto all’anno precedente semplicemente perché la strategia degli attaccanti è ora proiettata alle realtà corporate, più fruttuose, con un minore numero di attacchi. La percentuale delle vittime è lievemente sbilanciata a favore del sesso maschile.

Ida Setti Symantec
Ida Setti Symantec, Head of Sales Norton/sb Italy, ha illustrato Norton Report 2013

E mediamente ogni attacco di successo comporta per la vittima una perdita di circa 300 dollari. Negli ultimi 12 mesi sono ben il 38 percento le vittime attaccate con successo attraverso la propria esperienza con gli smartphone, uno su quattro ha smarrito il device o subito un furto e solo la metà conosce l’esistenza di sistemi di protezione dedicati per i dispositivi mobile. Questi dati a livello globale sono in sostanza rispecchiati anche dalle percentuali italiane.

I rischi maggiori derivano, come ripetiamo sempre, da atteggiamenti di eccessiva confidenza sui social network, ma anche da atteggiamenti scorretti di condivisione, con i famigliari per esempio, dei dispositivi che sono utilizzati sia per il lavoro che per il tempo libero, ma anche delle password. Proprio le aree geografiche che contano più vittime sono quelle allora in cui più c’è stata l’esplosione dei device mobili (Russia, Cina e Sudafrica).

Symantec vuole sottolineare come oramai non si parli più di attacchi al software e all’hardware, ma di minacce congegnate prendendo di mira esclusivamente dati, identità e soldi degli individui e per questo le minacce nascono già multidevice e multipiattaforma. Non solo: per quanto riguarda i dispositivi mobile c’è la netta consapevolezza che il cybercrimine sia ancora in fase ‘sperimentativa’, stia cioè facendo palestra su cloud e social media. In Symantec sono molto espliciti, riguardo l’evoluzione degli obiettivi dalle informazioni sui pc a quelle delle informazioni sui server cui si accede dal mobile e avvertono: “la bomba sta per esplodere”. Gli strumenti di protezione si sono adeguati, ma serve più consapevolezza.

Estratto Norton Report 2013

 

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