Symantec segnala l’aumento di furti dati

Sicurezza

E’ quanto emerge dall’ultimo report periodico pubblicato dalla società che si
occupa di sicurezza

L’undicesima edizione dell’Internet Security Threat Report pubblicata da Symantec rivela che il panorama attuale delle minacce Internet è caratterizzato da un sensibile incremento dei furti di dati, fughe di informazioni e creazione di codice maligno progettato su misura per carpire a specifiche aziende informazioni da utilizzare con lo scopo di ottenere guadagni economici illeciti. Un’altra conferma è quella che i criminali informatici si dimostrano sempre più abili nell’affinare i metodi di attacco per prolungare, senza essere scoperti, la loro permanenza all’interno dei sistemi e dare vita a organizzazioni globali atte a supportare un numero sempre maggiore di attività criminali. Inoltre, dal report emerge che nel secondo semestre del 2006 Symantec ha identificato in tutto il mondo oltre 6 milioni di computer infettati da programmi Bot, con un incremento del 29% rispetto al periodo precedente. Per contro, il numero dei server di ‘comando e controllo’ delle reti Bot è diminuito del 25%, a conferma della tendenza al consolidamento e all’espansione di questo tipo di infrastrutture da parte dei loro proprietari. I Trojan horse hanno invece costituito il 45% della Top 50 del codice maligno identificato da Symantec nel periodo in esame, con un incremento del 23% rispetto alla prima metà dell’anno. A conferma dell’ipotesi effettuata da Symantec nell’edizione precedente dello studio Internet Security Threat Report, questo incremento significativo accentua la tendenza da parte degli hacker ad abbandonare i worm mass-mailing a favore dei Trojan horse. Infine, per la prima volta nella storia di questo report, Symantec ha identificato i Paesi di origine della maggior parte delle attività pericolose. Nel periodo in oggetto gli Stati Uniti hanno generato la porzione più consistente delle attività pericolose con il 31% del totale, seguiti dalla Cina con il 10% e dalla Germania con il 7%.

Autore: ITespresso
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