Symantec studia i kit del cyber-crimine

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Symantec si divide in due

I kit servono ad attaccare computer collegati in rete$ su larga scala, permettondo all’attaccante di lanciare, in maniera semplice, minacce preconfezionate sui sistemi informativi. L’allarme di Symantec

Il cybercrimine si fa a casa propria e oramai, anche con competenze informatiche non certo da professionisti ma il giusto kit, si può portare a casa ‘il risultato’.

E’ quanto emerge dal reporto di Symantec sui kit per attacchi informatici e i siti malevoli. Dalla ricerca emerge che tali kit vengono sfruttati sempre più spesso dal cyber-crime perché sono accessibil e facili da usare. I criminali tradizionali si sono lasciati attrarre dall’utilizzo dei kit. L’underground criminale, in poche parole, sta alimentando un’economia globale che si auto sostiene, genera profitto e che è sempre più organizzata.

I kit per attacchi sono programmi software che possono essere utilizzati sia da principianti che da esperti, per lanciare attacchi di grandi proporzioni su computer collegati in rete. Questi kit permettono all’attaccante di lanciare, in maniera semplice, minacce preconfezionate sui sistemi informativi. Inoltre tali kit permettono di personalizzare le minacce per evitare di essere individuati e per automatizzare il processo di attacco.

La popolarità e la maggiore domanda hanno inflazionato i prezzi e portato a un aumento del costo dei kit di attacco. Nel 2006, WebAttacker, un noto kit di attacco, veniva venduto a 15 dollari nel mercato nero dell’economia sommersa cyber-crime. Nel 2010 ZeuS 2.0 veniva pubblicizzato ad un prezzo che superava gli 8.000 dollari. Il prezzo dei kit generalmente può variare tra i 40 e i 4.800 dollari. Appunto, la domanda ha contribuito a un’offerta più ampia ma anche all’innalzamento del prezzo, proporzionato sia alla redditività del kit, ma anche ai servizi correlati. Basti pensare che in taluni casi vengono forniti completi anche di ‘assistenza’.

Symantec ha contato oltre 310.000 domini unici malevoli. Questo è risultato, in media, dall’individuazione di oltre 4.4 milioni di pagine web malevoli ogni mese.

Tra le minacce web-based rilevate da Symantec nel periodo di analisi del report, il 61% era riconducibile a kit di attacco.

Autore: ITespresso
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