Take Action, la petizione di Google contro la revisione dei trattati Internet

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Google lancia la petizione Take Action contro la regolamentazione Internet dell'ITU

Google lancia la petizione online Take Action contro la regolamentazione Internet dell’ITU. Nuovi trattati minacciano la Rete libera e aperta. Cyber censura e fine della Net neutrality

Google lancia Take Action, una petizione per contrastare la controversa revisione dei trattati di regolamentazione di internet. Secondo il motore di ricerca di Mountain View la conferenza dell’International Telecommunication Union (ITU) minaccia la Rete libera ed aperta, soprattutto visto che i rappresentanti governativi potrebbero aderire al trattato ONU nella conferenza che si terrà a dicembre. Il 3 dicembre, infatti, i rappresentanti dei governi delle Nazioni Unite si incontranno per siglare un trattato sull’informazione e le comunicazione. Sebbene l’ONU abbia garantito che nessuna modifica sarà varata senza un consenso globale, Google, che da anni si pone come paladina dell’Open Web, e lo scorso inverno è stata fra i promotori della battaglia anti-SOPA, è già in allarme: per questo motivo, ha messo a punto una petizione online a supporto della protesta.

Google teme che una rinegoziazione di trattati pluridecennali potrebbe avere effetti a cascata sulla Rete, libera e aperta di oggi: “L’agenzia delle Nazioni Unite ITU, che riunisce le autorità di regolamentazione di tutto il mondo, ha in programma di rinegoziare un trattato vecchio di decenni. Alcune proposte potrebbe permettere ai governi di censurare siti e argomenti legittimi,  o anche consentire loro di bloccare l’accesso a internet“.

Google teme anche per la Net neutrality: “Altre proposte richiederebbero a servizi come YouTube, Facebook o Skype di dover pagare per potersi estendere oltre i confini attuali, una decisione che potrebbe limitare l’accesso alle informazioni in particolare nei mercati emergenti“.

L’ITU risponde alla acuse, affermando che bisogna assicurate “il libero flusso di informazioni in tutto il mondo, promuovendo l’accesso a internet a prezzi accessibili ed equo per tutti,  gettando le basi per l’innovazione e la crescita del mercato“. Inoltre, secondo l’agenzia ONU, la crescita di Internet e l’evoluzione della telefonia mobile impongono un update dei regolamenti, perché nel 1998 non esistevano né gli smartphone né Facebook, YouTube o Skype. Ma Google teme che una revisione sia un “cavallo di Troia” per far passare la censura online e per minare la neutralità della Rete. La petizione è dunque la via giusta per mettere dei “paletti”: prevenire è meglio che curare. Anche nel delicato settore delle Tlc.

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