Tanti computer in Comune non migliorano i servizi online

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Uno studio Bocconi denuncia scarsa efficienza e integrazione dei servizi informatici dei Comuni italiani

Uno studio Bocconi, condotto su 135 Comuni, sfata un luogo comune: troppi Pc non frenano l’inefficienza.Uffici cablati e tecnologie a profusione

non sempre fanno rima con efficienza. Succede nei Comuni italiani dove lo studio dell’Ocap, Osservatorio sul cambiamento delle amministrazioni pubbliche della Sda Bocconi, lamenta scarsa efficienza e poca integrazione dei servizi online.

Nei Comuni italiani non mancano né tecnologie digitali né computer, tuttavia i servizi online rimangono di qualità bassa, poveri di contenuti e

scarsamente integrati

. Il 60% dei Comuni (con più di 40.000 abitanti) ha un rapporto tra computer e dipendenti ormai di uno a uno, il 66,4% ha un sito

Web e nel 98,4% dei casi l’edificio è cablato. Ma i servizi online ai cittadini sono limitati e il backoffice è frammentato. Ecco i numeri dell’inefficienza dei servizi dei Comuni: informazione (96%) e interattività limitata, invio di mail o presenza di forum (89%), transazioni online ferme al 21%.

Svolge pratiche con la PA solo il 19,5% dei cyber-navigatori , ma solo per servizi come il pagamento delle tasse, la ricerca di lavoro tramite agenzia di collocamento, l’accesso alle biblioteche pubbliche e l’iscrizione a scuole o università. Nella concessione di licenze edilizie o servizi di sicurezza sociale, i servizi online latitano.

L’uso delle tecnologie si scontra poi con i seguenti dati:meno dell’1% del budget, nell’85% dei casi, è dedicato all’investimento nei servizi online;

manca il personale specializzato; solo il 30% dei Comuni dichiara che il personale che si occupa di it ha anche formazione manageriale.

Non tutto però forse è perduto, secondo lo studio Bocconi: il servizio sistemi informativi, nel 33,4% dei comuni, viene collocato in staff alla direzione generale o al city manager e non più all’interno di altri servizi; inoltre il 53% degli enti ha elaborato un piano strategico per le tecnologie e un ulteriore 44% intende farlo in tempi brevi.

Qualcosa si muove.

Autore: ITespresso
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