Tanti server, ma ancora scarsa sicurezza

Autorità e normative

Il Cnipa ha pubblicato il Rapporto annuale sullo stato dell’informatizzazione
della PA. Aitech-Assinform chiede più innovazione

Le tecnologie digitali, l’Ict e i processi di informatizzazione stanno ammodernando la Pubblica Amministrazione italiana. Il Rapporto annuale sullo stato dell’informatizzazione della Pa, realizzato dal Cnipa , fotografa un’informatizzazione imponente, a fronte di alcune lacune in tema di security e qualità. Ma andiamo con ordine.

La Pa è informatizzata: 1.033 differenti CED, con 31 mainframe e 9.600 server applicativi, su 60.000 mq, con 7.300 addetti e con una spesa di 450 milioni di euro all’anno. Il passaggio al Sistema Pubblico di Connettività (SPC), con i suoi servizi integrati (VoIP, videoconferenza, messaggistica, mobile), ha inoltre generato un risparmio di circa il 50% sui canoni per la sola connettività nel periodo di esercizio (dai 130 milioni del 2005 ai 65 del 2006). Sono cresciuti i servizi ai cittadini online (+11% in un anno) per un totale di 260 milioni di transazioni online nel 2006. I servizi della PA italiana in numero sono sopra la media europea. Lo streaming video della Relazione è qui .

Ora veniamo ai punti dolenti e da migliorare. I servizi sono numerosi, ma ancora da armonizzare: bisogna rendere omogenei e ottimizzare la qualità dei servizi erogati. La firma digitale riscontra ancora resistenze e il protocollo informatico deve ancora fare progressi. Vanno ancora risolte le modalità di pagamento in Rete per la PA, ma il presidente CNIPA Livio Zoffoli promette che sono al vaglio “nuove soluzioni di pagamento anche tramite il telefono cellulare“. La dematerializzazione dei documenti cartacei va accelerata: potrà far risparmiare spese postali per oltre 160 milioni di eur o, pari a 100 milioni di documenti, di cui 20 milioni per raccomandata. Posta elettronica certificata, open source e riuso del software sono altri punti sui cui la Pa può fare passi avanti sulla via del risparmio. Il Cnipa lamenta la flessione delle risorse erogate nell’IT della PA calate nel 2006 a 2,137 miliardi di euro rispetto ai 2,211 dell’anno precedente) e denuncia una copertura finanziaria a singhiozzo anche per l’Spc. Infine l’ultima nota dolente: il nodo della sicurezza. Dopo il caso dell’Estonia (attaccata dai server russi), anche la Pa italiana deve correre ai ripari contro rischi simili. Oggi gli attacchi DDoS sono in grado di mettere in crisi le infrastrutture di interi paesi. I tanti server della Pa richiedono continuità operativa e manutenzione: macchine e network vanno messi in sicurezza.

Infine il Presidente di AITech-Assinform Ennio Lucarelli denuncia: ”La spesa pubblica in informatica delle Amministrazioni e degli Enti Centrali e’ risultata nel 2006 in calo per il quinto anno consecutivo. L’entita’ della contrazione rilevata nel 2006, pari al 4,8%, e’ rilevante, ed e’ anche preoccupante se la si colloca all’interno di una tendenza che dura da tempo e si vuole strettamente correlata alle politiche di contenimento della spesa pubblica”. Dai dati della Relazione Cnipa emerge che la spesa destinata agli investimenti e alle attivita’ di sviluppo e’ diminuita complessivamente in valore assoluto di 71,1 milioni di euro e in percentuale del 9,2% (-9,2% per le amministrazioni centrali e -9,4% per gli enti) rispetto al 2005. La quota di spesa destinata allo sviluppo e’ passata dal 45% del 2005 al 43% del 2006. Continua la forte incidenza del fenomeno delle Societa’ ”In-House”, che assorbono circa il 34,8% della spesa PAC ed incrementano rispetto al 2005 ( +3,2%, peso 33,7% nel 2005). AITech-Assinform chiede quindi alla Pa un’accelerazione sul terrenno dell’innovazione.

Autore: ITespresso
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