Sentenza del TAR: il sistema SPID deve aprire alle PMI

Autorità e normativeGiustizia
Sentenza del TAR: il sistema SPID deve aprire alle PMI
1 4 Non ci sono commenti

Il Regolamento sullo SPID è stato annullato dal TAR delLazio, a causa dei requisiti che non consentivano alle piccole e medie imprese (Pmi) italiane del comparto ICT di candidarsi come fornitori di identità digitali

Il sistema di credenziali di accesso per i servizi della pubblica amministrazione (SPID) era stato lanciato a inizio anno con i siti di INAIL, INPS, Regioni Emilia Romagna e Toscana, continuando con l’Agenzia delle Entrate, i comuni di Venezia, Firenze e la Regione Friuli Venezia Giulia. Ma il TAR del Lazio ha azzerato il regolamento con i requisiti per l’accreditamento dei fornitori, che ostacolavano l’accesso alle piccole e medie imprese (Pmi). Il Regolamento di AgID, ora bocciato definitivamente, stabiliva i requisiti di accreditamento dei Gestori di identità digitale all’interno del sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale di cittadini e imprese (SPID).

SPID, il sistema pubblico di identità digitale tramite cui accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e l’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid), richiede la selezione di un identity provider accreditati: Infocert, Poste Italiane, TIM, a cui di recente si sono aggiunti Aruba e Sielte.

Sentenza del TAR: il sistema SPID deve aprire alle PMI
Sentenza del TAR: il sistema SPID deve aprire alle PMI

Il Regolamento è stato bocciato a causa dei requisiti che non consentivano alle piccole e medie imprese (Pmi) italiane del comparto ICT di candidarsi come fornitori di identità digitali, in opposizione sia al Regolamento Europeo, in tema di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno, sia alle normative antitrust.
Il Consiglio di Stato aveva già bocciato come non proporzionale un altro sbarramento: si trattava della norma che stabiliva come requisito un capitale sociale di almeno 5 milioni di euro alle aziende che intendessero diventare fornitori di SPID.

Adesso la Terza Sezione del TAR Lazio ha annullato il Regolamento n. 44 del 2015 dell’AgID contenente i requisiti di capitale per esercitare le attività di identity provider e le polizze assicurative. Infatti, è stato tolto anche l’obbligo di assicurazione con un massimale di almeno 7 milioni, cifra troppo elevata.

Assoprovider accoglie la sentenza con favore: “Le PMI italiane sperano che ora vi sia la volontà di aprire un confronto serio e partecipato sulla gestione delle identità digitale in tutti i suoi livelli ed aspetti“.
AgID chiarisce che “i gestori continuano a svolgere le proprie attività di erogazione delle identità. Prosegue l’implementazione da parte dei service provider, il cui numero è in continuo aumento, e la diffusione di servizi accessibili con credenziali SPID. Il sistema si conferma uno degli asset strategici fondamentali per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e del Paese.”

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore