Tecnologia a stelle e strisce in ripresa

Management

Aumentano i fatturati delle imprese It; un segnale positivo, ma il cambiamento è ancora in atto.

Trimestrali che non si vedevano dal tempo della bolla di Internet. I risultati registrati dalle principali società dell’Information Technology nel primo trimestre di quest’anno portano il loro contributo al ritorno della fiducia. Tre colossi: Intel, Ibm e Microsoft crescono con percentuali a due cifre. Intel registra un incremento del fatturato pari al 20%, passando dai 6,75 miliardi di dollari del primo trimestre 2003, a poco più di 8 miliardi di dollari. Big Blue cresce dell’11%, con un fatturato pari a 22,2 miliardi di dollari. La crescita per Microsoft tocca quota 17%, per un fatturato che passa dai 7,84 ai 9,18 miliardi di dollari, sempre confrontando il medesimo trimestre dell’anno precedente. I risultati dei tre giganti non sono certo replicabili a tutto il settore, ma sono senza dubbio indicativi di un andamento che pare proprio voler tornare a fare sorridere il mercato. Certo, c’è anche chi sta attraversando momenti di crisi, per esempio Sun Microsystems, che registra una flessione del 5% del fatturato, Siebel che vede contrarsi il suo fatturato dell’1%, e Computer Associates che naviga nel mezzo di uno scandalo finanziario, che ha portato alle dimissioni del ceo Sanjay Kumar, alle quali è seguito un rimpasto ai vertici aziendali.

Le crescite a due cifre dei fatturati sono un segnale indubbiamente positivo. Sono anche il risultato dei piani di ristrutturazione, spesso consistenti, che moltissime imprese del settore hanno intrapreso e completato lo scorso anno. Ci sono poi elementi strutturali che hanno modificato lo scenario industriale e di mercato; soprattutto le campagne di acquisizione. Il processo di consolidamento ha modificato radicalmente il panorama. Un esempio per tutti: Emc che ha acquisito, nell’ordine, le società Legato, Documentum e Vmware, con l’obiettivo di dare un assetto del tutto nuovo alle sue strategie. Risultato: crescita del fatturato, sempre primo trimestre 2004 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, pari al 35%. In termini assoluti da 1,38 a 1,87 miliardi di dollari. Altri elementi concorrono a fare di questo primo trimestre dell’anno un momento che, ci si augura, esprime i primi segnali di una ripresa, che vede il settore uscire da un crisi che sarebbe errato definire congiunturale, ma piuttosto di carattere strutturale.

Sono proprio i cambiamenti strutturali a dare un nuovo volto al ruolo dell’Information Technology e del suo assetto industriale. Primo elemento: la svalutazione del dollaro Usa rispetto all’euro. Fattore che incide in modo più o meno significativo (per esempio il 3% per Ibm) sui risultati, sia a livello finanziario, sia in termini di competitività dei prodotti statunitensi sui mercati europei. Ovvero crescono le difficoltà sul fronte delle esportazioni per le imprese del Vecchio continente. Secondo elemento: l’offshore outsourcing. La pratica di trasferire all’estero, in Paesi dove il costo della mano d’opera è molto competitivo, è un fenomeno sempre più ampio; in questi posti è relativamente facile trovare personale specializzato, dotato delle necessarie competenze e dove esistono condizioni fiscali favorevoli. Oggi la destinazione preferenziale è l’India, ma si stanno proponendo al mercato altri Paesi, più vicini sia dal punto di vista geografico che culturale. Si tratta dei Paesi dell’Est europeo, alcuni dei quali da poche settimane diventati membri dell’Unione Europea. Si parla in questo caso di ‘nearshore outsourcing’. Sempre più imprese ricorreranno all’outsourcing di questo tipo per ridurre i loro costi e accrescere la loro competitività. Terzo elemento: innovazione. Essere competitivi non significa solo tagliare i costi, anche perché c’è sempre qualcuno che è in grado di presentarsi al mercato con offerte più vantaggiose, soprattutto se arrivano dall’estremo oriente. Quindi è fondamentale, se non vitale, innovare, fare ricerca, definire nuove strategie e sviluppare capacità di adattarsi al cambiamento, quindi flessibilità. Proprio la capacità di adattamento è oggi il fattore che sta alla base delle strategie che le società di consulenza aziendale e gli analisti propongono ai loro clienti. Sviluppare tale consapevolezza però non è sufficiente, bisogna anche dotarsi degli strumenti capaci di sostenere questi processi, quindi di infrastrutture tecnologiche la cui implementazione deve essere strettamente legata alle esigenze di business e alle strategie.

Cambiamenti strutturali a livello macroeconomico, ripresa che ancora non può essere data per certa, nuova consapevolezza da parte di tutti gli attori del mercato. Questo potrebbe bastare per rendere non certo facile la sfida; ma non è tutto. In questo scenario vanno inevitabilmente inseriti anche i cambiamenti frutto dell’evoluzione tecnologica. C’è il fenomeno open source con i suoi pilastri portanti: il sistema operativo Linux, il database MySql, il linguaggio Php e il software per i server Web Apache. L’open source pone ulteriori sfide, sempre nell’ottica del perseguimento dell’efficienza a costi contenuti, e si propone come valida alternativa a piattaforme che oggi sono certamente più diffuse; in definitiva, pone un nuovo parametro di scelta e valutazione che deve essere tenuto in considerazione. Si fanno strada nuovi paradigmi come l’utility computing, l’e-business on demand, il grid computing, che senza dubbio contribuiranno allo spostamento delle priorità in termini di impiego delle risorse umane e finanziarie.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore