Tecnologia e cuore al centro di Nuvola Rosa

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Il progetto Nuvola Rosa si estende all'Europa con #MakeWhatsNext Girlz in Tech Europe (in foto: Roberta Cocco - seconda da sinistra -, ideatrice di Nuvola Rosa)
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Duemila ragazze hanno seguito corsi di formazione sulle tecnologie, sessioni motivazionali e training su come creare un’impresa nella tre giorni di Nuvola Rosa a Milano. Ma l’inclusione rimane il successo di ogni realtà e mette in gioco sia uomini sia donne

Su uno dei palcoscenici storici di Milano, il Teatro Carcano (secondo per longevità solo alla Scala) Roberta Cocco ha aperto le danze della terza edizione di Nuvola Rosa, già ospitata negli scorsi anni prima a Firenze e poi a Roma. Un evento di cui Roberta Cocco, direttore progetti di sviluppo nazionali Western Europe di Microsoft, vanta l’ideazione e la regia, e che ha l’obettivo di fare incontrare domanda e offerta nel mondo IT, spronando in particolare giovani ragazze a non scindere il binomio “tecnologia e passione“.  In una Milano che quest’anno lancia l’Expo dedicato a sostenibilità, alimentazione, acqua e energia, ma che “da sempre ha la capacità di coniugare sapere tecnico e scientifico allo sviluppo del paese – ha precisato Cristina Tajani, assessore alle politiche per il lavoro del comune di Milano,  precisando che più di cento anni fa è stato il Politecnico di Milano a laureare le prime ingegnere e architette d’Italia.

L'IT porta due mila ragazze sulla Nuvola Rosa
L’IT porta duemila ragazze sulla Nuvola Rosa

I dati di oggi però parlano chiaro: solamente il 3% delle ragazze europee si laurea in informatica (contro il 10% dei ragazzi) e soltanto il 9% degli sviluppatori di app è donna, malgrado oggi il lavoro IT offra grandi opportunità  in tutto il mondo e soprattutto in Europa, dove si denuncia una forte mancanza di competenze in ambito tecnico-scientifico. “Anno dopo anno, Nuvola Rosa lavora sulla costruzione delle competenze delle giovani e giovanissime ragazze e contribuisce a formare il bagaglio di esperienze che le accompagnerà verso il mondo del lavoro – sottolinea  Cocco -. Per l’edizione 2015 abbiamo voluto inserire una riflessione sull’importanza di allenare anche la mente per poter trovare in futuro un buon equilibrio personale e professionaleUn allenamento che passa dalla scuola e dall’univeristà, ma che punta sul fare percepire il legame forte tra innovazione e competenze, il vero leit motiov della tre giorni, dal claim Science & Technology, food for mind, energy for the future fino al convegno di chiusura  in Bocconi “Digital Workforce. Siamo pari, siamo digitali“.

Duemila ragazze italiane e internazionali (delegazioni da 18 paesi) hanno seguito corsi di formazione dislocati nei cinque atenei milanesi sulle tecnologie, oltre a sessioni motivazionali e formative su come creare una propria impresa. Si è parlato di modelli, di competenze e di lavoro, attraverso testimonianze concrete, capaci di coinvolgere le ragazze presenti, per dimostrare “come la tecnologia possa ispirare nuove idee e diventare fattore abilitante per la realizzazione di progetti innovativi, capaci di contribuire all’affermazione professionale delle giovani donne” ha ribadito Cocco.

Roberta Cocco (seconda da sinistra), ideatrice di Nuvola Rosa
Roberta Cocco (seconda da sinistra), ideatrice di Nuvola Rosa con alcuni relatori al teatro Carcano

Tra i relatori che hanno calcato il palcoscenico del Carcano imprenditrici, ricercatrici, scienziate, professioniste come Selene Biffi, che ha fondato la sua prima start up a 22 anni con soli 150 euro, già consulente ONU e ora founder e direttore di Plain Ink; oppure Enrica Arena, fondatrice di Orange Fiber, che grazie alla tecnologia è riuscita a trasformare materiali di scarto delle arance in filati, lanciando un’idea imprenditoriale legata al mondo della moda; oppure tra i manager di aziende internazionali Bernardette Andrietti, da 26 anni in Intel (ora vice president sales & marketing Emea e Africa), che sottolinea quanto nel 50esimo anniversario della Legge di Moore  lo stile personale con cui le donne fanno rimane il loro elemento distintivo, citando una frase celebre della stilista Coco Chanel. Figure di spicco le quattro rappresentati delle organizzazionei mondiali (Sonia Bahri dell’UNESCO, Caroline Petit dello United Nations Regional Information Centre, Jennifer Breslin dello United Nations Women e Sarah Parkes dell’ITU)  “che hanno saputo coniugare cuore, tenacia e mente come ha precisato Tajani.

Tra le ragazze, invece, oltre 1000 teenager nella fascia fra i 17-19 anni d’età  hanno frequentato laboratori di sviluppo APP, coding di base, approfondimenti sul social media management, scrittura digitale e gaming, nonché lezioni di orientamento e sviluppo dell’autostima. Oltre 900 ragazze universitarie hanno seguito corsi su tematiche legate al Cloud Computing, Big Data, Scienza, Robotica e momenti dedicati a emotional intelligence, personal branding, digital marketing.

Tony Townes-Whitley
Tony Townes-Whitley, vice president Microsoft

Competenze che dovranno poi essere valorizzate e non messe nel cassetto, come ha sottolineato con una verve dirompente Tony Townes-Whitley, vice president Public Sector di Microsoft: le donne non devono arrendersi ma difendere il territorio conquistato: “Il 75% delle donne laureate in materie tecnico scientifiche abbandona il proprio settore nei primi 10 anni dalla laurea per questioni di famiglia o personali. Un dato che deve cambiare anche se non dimenticate mai che i figli rimangono nel tempo, al di là di ogni azienda”. Perché il 40% della forza lavoro mondiale è rappresentata dalle donne, il 50% della spesa consumer è influenzata dalle donne, l’85% di tutti gli acquisti di consumer electronic è fatto da donne, il 49% dei nuovi prodotti e servizi arriva da team innovativi che integrano uomini e donne, il 90% dei prodotti tecnologici e dei servizi è disegnato da donne….. “Ma solo il 3,9% dei Ceo mondiali è donna”. Un invito a “ruggire” e a capire che l’inclusione rimane il successo di ogni realtà, mettendo in gioco desiderata e capacità di uomini e donne.

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