Tecnologie d’acciaio

Aziende

Produzioni siderurgiche specializzate per nicchie di mercato e un fornitore unico, Microsoft, di tecnologie It. Ecco come Cogeme ha affrontato il nuovo secolo con coraggio, competenza e un pizzico di fortuna. L’amministratore unico Mauro Oliani guarda al futuro con fiducia, e analizza le componenti di un successo costruito poco per volta, diversificando le lavorazioni

Dire che il settore della lavorazione dell’acciaio è pesante può sembrare una battuta. Ma se lasciamo da parte l’indubbia pesantezza della materia prima e si va a guardare la gestione di un’azienda che lavora in questo segmento, scopriamo che molte cose si possono “manovrare”con flessibilità e tempestività. Nella siderurgia i primi dieci gruppi al mondo hanno solo il 20% del mercato, e come se non bastasse l’acciaio è l’unico metallo a non avere una precisa quotazione in borsa, per cui le regole del mercato e dei relativi prezzi sono diverse da luogo a luogo. Non essendoci un vero e proprio standard di mercato i costi sono collegati in modo significativo alla logistica, dato che il trasporto finisce col pesare più della materia prima. E’chiaro che, in un contesto del genere, avere informazioni in tempo reale sul mercato non solo è importante, ma paga in termini di redditività e permette di reagire in tempi rapidi.

Mauro Oliani è amministratore unico di Cogeme e Siderimpex, un Gruppo con due facce e poco meno di 150 dipendenti, una Pmi che lavora più di centomila tonnellate di acciaio,ma capace di crescere anno su anno e di guardare al futuro con fiducia. Nel 1970 suo padre Romeo aveva comprato un piccolo laminatoio nei pressi di Brescia, si era specializzato in questo settore dopo aver girato mezzo mondo facendo il consulente in Centro America, Sud Africa ed Europa. Erano le prime fasi dell’industrializzazione postbellica e c’era ancora tutto da inventare. S’iniziava proprio allora a fare le prime colate continue, prima dai lingotti e poi in seguito dai rottami. L’azienda, fondata da Romeo Oliani, è cresciuta poco per volta, diversificando le lavorazioni e posizionandosi su nicchie di mercato specializzate. “Siamo rimasti una Pmi, e nel settore acciaio siamo davvero piccolissimi per i quantitativi prodotti, ma grazie a Siderimpex, la società parallela che fa da centro servizi e da distributore, ci siamo ricavati delle nicchie di settore molto interessanti – spiega Mauro Oliani. Siderimpex è tra le prime dieci aziende italiane di servizi, e viene utilizzata anche come distributore locale per Lombardia,Veneto ed Emilia Romagna. Oggi esportiamo il 50% della produzione e i nostri clienti sono in genere rivenditori medio- grossi o utilizzatori. Siderimpex serve anche clienti più piccoli, operatori che sono più sensibili al servizio che gli offriamo che non al prezzo del prodotto che comprano”. Mauro Oliani è entrato nell’azienda paterna nel 1988, occupandosi come tecnico del segmento dedicato alle lavorazioni a caldo. Solo nel 1996 ha cominciato a prendersi incarichi di responsabilità. La sua azione, però, è stata determinante nel consentire la crescita tecnologica e industriale dell’azienda. Poi nel 2001 ha sostituito il padre, ormai settantenne, alla guida del Gruppo.”Nel 1998 avevamo previsioni che ci permettevano di puntare a una crescita più sostenuta – ricorda Oliani. Io avevo la responsabilità della parte tecnologica: ho messo assieme un gruppo di esperti prendendoli da un centro di ricerca molto avanzato, e abbiamo così deciso di aggiornare tutta l’infrastruttura. Avevamo due vecchi sistemi Unix, uno per la produzione e uno per la commercializzazione, con i relativi sistemi gestionali con interfaccia a carattere. Intuivamo che la tecnologia Microsoft sarebbe diventata uno standard sempre più aperto e modulare, perciò abbiamo deciso che la nuova infrastruttura con quella tecnologia rappresentava la soluzione ideale. Abbiamo avuto l’intuizione di usare la fibra ottica per i collegamenti (Tcp/Ip). Lo scopo, infatti, non era solo quello di comandare la produzione, ci serviva un’infrastruttura adatta a raccogliere dati nei vari processi di lavorazione, per metterli su un database e fare poi le dovute considerazioni riguardo alla saturazione degli impianti e alla produttività del personale”. Mauro Oliani ha fatto ingegneria a Brescia (1983/88) proprio quando l’informatica e gli elaboratori elettronici cominciavano a far parte della didattica. Si è subito appassionato all’It tanto da fare la sua tesi di laurea su un “sistema esperto basato su logica per dimensionare e preventivare impianti di trasporto ad aria compressa”.

“Mi sono accorto dell’importanza dell’It soprattutto a livello organizzativo – continua Oliani. E ne ho avuto conferma quando abbiamo deciso di fare la riorganizzazione in azienda usando il supporto It. Ci siamo resi conto, man mano che procedevamo, di scardinare lo status quo delle operazioni quotidiane. Ma alla fine la struttura del lavoro ci è parsa molto più coesa e duttile. Un altro vantaggio subito visibile era il potenziamento del lavoro in gruppo.Oggi in azienda non c’è più la persona di cui non si può fare a meno”. Nel 1999 Cogeme compra una piccola azienda di laminazione a freddo con poco più di dieci dipendenti, dove in seguito trasferirà tutta la produzione. L’acquisizione, nella strategia messa a punto, serviva a coprire piccole e medie commesse. In effetti, la crescita della società avviene grazie alla diversificazione in vari segmenti, anche se la produzione in termini di quantità, rimane più o meno invariata, con incrementi costanti e distribuiti nel tempo. La capacità del Gruppo sta più che altro nell’inserirsi con profitto in segmenti di mercato sempre più profittevoli. La parte d’azienda che cresce di più è legata alla commercializzazione e ad alcuni settori particolari, come nel caso dei tubi privi di saldature. Ma c’è molta attenzione anche alla cura del magazzino. Il materiale deve essere sempre pronto, perché ai clienti in questo settore non piace aspettare. Pianificazione e gestione dei propri processi consentono un’estrema reattività strategica, gestionale e produttiva, e con l’andar del tempo diventano sempre più importanti. E’chiaro che la scelta di avvalersi di strumenti informatici d’avanguardia non è più secondaria, perché consente un costante controllo di ogni aspetto del business. “Sapevamo che per ottenere un risultato ottimale era indispensabile ripensare in modo integrato la riorganizzazione dei processi aziendali e dell’infrastruttura informatica – chiarisce Oliani.I sistemi legacy che avevamo usato fino alla fine degli anni ’90 erano obsoleti e offrivano funzionalità limitate.Alle informazioni e alle statistiche,per esempio,si accedeva attraverso tabulati che erano stampati e distribuiti periodicamente e con lo scambio di file in formato testo che poi venivano elaborati in fogli elettronici.Attualmente,invece, disponiamo di un sistema informativo perfettamente integrato in tutte le sue parti che con la sua modularità,ci consente di affrontare tranquillamente ogni esigenza attuale e qualsiasi evoluzione futura.L’ultima conferma è stata la recente fase di aggiornamento dell’infrastruttura di base MicrosoftWindows Server 2003 che abbiamo portato a termine in modo assolutamente indolore”.

Naturalmente l’infrastruttura era necessaria, ma doveva essere completata con un gestionale adatto al settore, ma a quel tempo non c’era una soluzione verticale pronta o da personalizzare. Cogeme, poi, voleva trattare in maniera integrata il versante produttivo e quello commerciale (Siderimpex) dell’azienda, da qui la scelta di orientarsi verso un sistema modulare che viene individuato nel sistema Erp di Navision:”Ci sembrava un prodotto innovativo e soprattutto compatibile con la tecnologia Microsoft – afferma Oliani. Era in grado di gestire al meglio un grande database e aveva caratteristiche di flessibilità, integrazione e sviluppo modulare delle soluzioni”. La versione dell’Erp scelto aveva alcuni difetti: era poco localizzata, c’erano poche applicazioni sul mercato italiano e mancavano aspetti importanti, come un programma di Crm abbastanza solido o un applicativo adatto alla gestione documentale. Cogeme era la seconda impresa in Italia a usare Navision, che non aveva ancora nessuna soluzione verticale di manufacturing, così l’installazione è diventata un progetto pilota per lo sviluppo di una soluzione verticale per il settore siderurgico. “L’abbiamo costruita con l’aiuto di un consulente specializzato di Torino e in collaborazione con Comeuronline per il controllo della produzione e della logistica, e di BrainForce per la personalizzazione e l’integrazione – continua Oliani. Abbiamo realizzato un potente strumento completamente integrato in cui il passaggio delle informazioni è interamente automatico, ma il progetto è durato un anno e mezzo e lo start up è avvenuto nel gennaio del 2000. Qualche tempo dopo è arrivata la notizia dell’acquisizione di Navision da parte di Microsoft. Per noi è stato come vincere un terno al Lotto: avevamo un unico interlocutore tecnologico ? e che interlocutore! Una situazione ideale per progettare insieme a loro il nostro futuro”. Dal punto di vista logico-funzionale il sistema informativo ha il proprio centro in Microsoft Sql Server 2000 e in Navision. Il sistema di controllo delle macchine di produzione, che lavorano a ciclo continuo, è sviluppato su Microsoft.Net Framework e interagisce con Navision tramite Sql Server, che è anche alla base delle elaborazioni Olap. Inoltre,Navision dialoga con i terminali palmari per il controllo della logistica e con Windows SharePoint Services per riportare le informazioni stabilite sul portale aziendale. “Il problema dell’archiviazione documentale l’abbiamo risolto con SharePoint – precisa Oliani. E’stato fatto un pacchetto interfacciato con Navision e poi con Work Service, che ha come riferimento il nostro portale.Ormai il portale è la nostra interfaccia commerciale verso l’esterno. Il grande vantaggio è venuto dalla possibilità di integrare le due società (Cogeme e Siderimpex, Ndr) sulla stessa piattaforma con la possibilità di usare gli stessi strumenti e di ottenere una maggiore condivisione delle informazioni aziendali. Così c’è una minor dipendenza rispetto al passato dove molte operazioni e informazioni dipendevano dal singolo individuo”.

Grazie all’impiego dei Terminal Services di Windows Server 2003 e a Microsoft Isa Server 2004, le funzionalità del sistema informativo sono disponibili con tutte le loro potenzialità, non solo a tutte le sedi del Gruppo (due siti a cinquecento metri l’uno dall’altro, un ufficio commerciale a Reggio Emilia e uno a Desenzano del Garda),ma anche agli utenti autorizzati che hanno esigenze di mobilità, dovunque essi si trovino, tramite Pc portatili, tablet Pc e altri dispositivi mobili. L’azienda lavora con una produzione a ciclo continuo, e Microsoft Virtual Server viene sfruttato per ricreare in modo simulato l’intera infrastruttura. Ciò permette di sviluppare e fare test di tutte le applicazioni senza dover fermare gli impianti produttivi. La perfetta integrazione delle componenti del sistema informativo consente il miglior utilizzo delle informazioni che arrivano in tempo reale dal campo, sia dalla parte produttiva, tramite rete Ethernet cablata, sia dalla logistica, tramite rete Wi-Fi. In questo modo le elaborazioni di Navision e della business intelligence avvengono sempre su dati che riflettono la situazione reale. “Non c’è mai stato nessun ripensamento rispetto alle scelte tecnologiche cha abbiamo fatto – precisa Oliani – caso mai c’è un dramma odierno: la mancanza di tecnologia negli altri attori del mercato sia che siano fornitori o clienti. Oggi parlare di automazione della filiera dei fornitori è impossibile, e anche volendo il percorso per ottenerla è molto difficile. La connettività è ancora mediocre in molti siti industriali, e il Mobile è ancora di là da venire. Infine, non c’è uno standard di trasmissione tra i vari Erp aziendali e per fare in modo di ripensare a questa lacuna bisognerebbe che qualcuno facesse sparire la tecnologia fax tra i fornitori”. Dalla ristrutturazione tecnologica Cogeme è cresciuta in modo significativo, ma in amministrazione ci sono ancora le stesse persone di quando l’azienda fatturava meno della metà di oggi. Va detto che infrastruttura e applicativi Microsoft sono stati costantemente aggiornati, senza alcuna problematica, anche perché l’azienda prima di procedere agli upgrade aveva modo di provarli, verificando i vantaggi che gli aggiornamenti portavano sul funzionamento globale del sistema informativo e sui processi di business. Insomma, il caso di Cogeme è importante perchè dimostra come scelte giuste al momento opportuno possono dare alle imprese una marcia in più, al contrario di come pensano molti imprenditori che lesinano gli investimenti sul fronte It, considerandoli come una spesa da ponderare troppo. Ecco come Mauro Oliani, a conclusione della nostra intervista, propone un corretto rapporto tra It e imprenditorialità:”L’imprenditore dovrebbe dare un budget concreto al responsabile It per favorire l’implementazione di qualcosa di specifico. La scelta andrebbe fatta anche dietro consiglio di qualche consulente in modo da reperire la soluzione più adeguata al business aziendale. E’chiaro che l’investimento va visto come spesa certa, e non come costo. L’investimento va calibrato in rapporto al fatturato e allocato sempre anno dopo anno, perché c’è sempre qualcosa da migliorare e l’It ottimizza il lavoro del dipendente e fa risparmiare. Oggi abbiamo a che fare con una montagna di informazioni, e spesso si rischia di perdere di vista i punti focali, quei quattro numeri con cui i vecchi imprenditori capivano subito la situazione. E questa è un’eredità che dobbiamo mantenere al di là delle molteplici possibilità che ci vengono offerte dalla tecnologia d’oggi”.

Autore: ITespresso
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