Telecom Italia: 3 miliardi per la banda larga e il decoder Cubo

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L’Ad di Telecom Italia, Franco Bernabè, parla a tutto campo: dagli investimenti triennali in broad band al decoder Internet-Tv. Ma niente scorporo della rete: sulle reti Ngn, serve l’intervento statale

L’Ad di Telecom Italia, Franco Bernabè, alla trasmissione “In Mezz’ora” su Rai Tre, ha parlato a 360 gradi, spaziando dalla banda larga al decoder Cubo.

Telecom Italia presenterà mercoledì “cubo“, una sorta di decoder unico che ha l’ambizione di rinnovare il modo di vedere la televisione. “E’ un oggetto che presenteremo innanzi tutto alla comunità di Internet, non sarà oggetto di commercializzazione di massa, ma speriamo si evolverà”, ha spiegato l”Ad di Telecom Italia. Cubo sarebbe un decoder Internet-Tv, realizzato pensando “al modo in cui fruire di questi contenuti”.

Telecom Italia ha investito 18 miliardi di euro negli ultimi 5 anni, ‘di cui 4 per la banda larga’: ma non si ferma qui. Telecom Italia ha infatti in progetto investimenti per 3 miliardi di euro in tre anni sulla banda larga. Telecom ha di recente presentato il sito della 7.tv.

Ma niente scorporo della rete: sulle reti Ngn, serve l’intervento statale (già un anno fa Bernabè propose un New Deal per le reti Ngn o Next generation network)

Tutte le pressioni che mi arrivano per lo scorporo, per operazioni finanziarie straordinarie, sono pressioni che io respingo, esattamente con la stessa intensità di allora, perché ritengo che sarebbero gravi e che sarebbero devastanti nei confronti della potenzialità e del futuro dell’azienda“, ha aggiunto Bernabè.

Per l’avvio delle reti di nuova generazione (Ngn), il numero uno di Telecom afferma: “C’è però da dire che in tutti i paesi dove sono state fatte le reti di nuova generazione c’è stata l’iniziativa dello Stato perché – illustra Bernabè – un soggetto privato come Telecom o un qualunque altro soggetto non può avventurarsi in un’operazione che ha dei ritorni estremamente differiti nel tempo e non è compatibile con i piani di redditività di un’azienda”.

“L’accesso alla nostra infrastruttura a 20 megabit c’è già, ma è utilizzata solo dal 20% dei potenziali clienti. La domanda di banda larga in Italia è la più debole di tutti i paesi Ocse“. E per trainare la domanda, servono l’e-government, i servizi e l’IpTv. Senza domanda non c’è mercato.

Autore: ITespresso
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