Telecom Italia alla prova dell’assemblea degli azionisti

Aziende

Chiuso lo show di Beppe Grillo, il nuovo capitolo della saga entra nel vivo.
AT&T si ritira. L’offerta di America Movil deve vedersela con Intesa
Sanpaolo, mentre spunta la coppia Berlusconi e Colaninno per una cordata
bipartisan

Il vice presidente esecutivo, Carlo Buora, ha affermato che Telecom Italia è sostanzialmente sana. Tutto fuorché malata: la società nel 2006 ha realizzato una delle migliori prestazioni europee, ha saputo resistere”ai formidabili contraccolpi delle vicende societarie e giudiziarie dell’anno scorso” (la vicenda dello spionaggio). Ma anche Buora ha sottolineato che si deve fare di più: i ricavi in salita del 4,5%, l’ebitda in crescita del 2,7% e l’utile netto oltre i 3 miliardi (+10%). Nel giorno dello show di Beppe Grillo, davanti all’assemblea degli azionisti di Telecom (in cui ha chiesto le dimissioni di massa), si è aperta l’assemblea degli azionisti del gruppo. Intanto vediamo a che punto è il risiko della Tlc italiana. L’offerta di America Movil per acquisire Telecom Italia (At&T si è ritiratadalla corsa) deve vedersela con una richiesta di partecipazione azionaria da parte di Intesa Sanpaolo, mentre spunta la coppia Silvio Berlusconi e Roberto Colaninno per una cordata bipartisan. Il capitolo più atteso della saga su Telecom dovrà nominare il nuovo presidente (Pasquale Pistorio, ex StM), dopo le dimissioni del presidente Guido Rossi. Ma a smuovere le acque già agitate, potrebbe pensarci la coppia formata da Silvio Berlusconi e Roberto Colaninno, che, con il sostegno di Mediobanca, potrebbe assicurare l’italianità di Telecom. Tronchetti Provera ha tempo fino al 30 aprile per decidere di cedere o meno la maggioranza di Olimpia-Telecom agli americani di America Movil. Ma ancora potrebbe arrivare un finale a sorpresa: oltre all’acquisizione straniera, prendono corpo altre due ipotesi, il contr ollo misto italiano-straniero o il controllo italiano tramite una cordata. Nel frattempo i sindacati dei dipendenti di Telecom hanno proclamato uno sciopero che si terrà nella seconda decade del mese di maggio. Infine Altroconsumo accusa AgCom di essere in ritardo nella vicenda Telecom. L’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni non avrebbe mai convocato una consultazione pubblica per definire gli aspetti regolatori nella separazione funzionale della rete telefonica, come invece annunciato con le fanfare sul proprio sito internet il 22 febbraio scorso, e non ha la forza per imporre la regole del gioco a tutela degli interessi diffusi di tutti i consumatori e del Paese.

Autore: ITespresso
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