Telecom Italia e Vodafone, audizioni sulla banda larga e asta frequenze a confronto

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Telecom Italia investirà 2 miliardi di euro in LTE

Vodafone afferma: e frequenze derivanti dallo switch-off, che lo Stato vuole vendere per 2,4 miliardi di euro, “hanno un prezzo inferiore se non sono libere”. Telecom Italia non vuole rinunciare al ruolo nella rete

Settimana scorsa si è tenuta l’audizione di Telecom Italia, oggi quella di Vodafone. Tema: la banda larga e le frequenze WiFi. Ecco cosa è emerso, considerato che Telecom Italia oggi ha tenuto anche la sua assemblea con il rinnovo Cda.

In audizione alla commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del Senato sullo sviluppo della banda larga, oggi però era il turno dell’AD di Vodafone Italia, Paolo Bertoluzzo,che ha detto che nel fisso Telecom Italia ‘è ancora monopolista‘. Le frequenze WiFi derivanti dallo switch-off (il passaggio al digitale terrestre), che lo Stato vuole vendere per 2,4 miliardi di euro, “hanno un prezzo inferiore se non sono libere”; inoltre “la situazione è radicalmente diversa rispetto a quella che condusse all’asta Umts, quindi occorre stare attenti alle valutazioni”. Le frequenze sono ancoora in mano alle tv locali. Vodafone conclude: “Siamo assolutamente interessati alle frequenze, ma se ci saranno le condizioni per arrivare alla base d’asta lo dobbiamo ancora capire, dipenderà dalla disponiblità delle frequenze”. Secondo l’amministratore delegato della Vodafone Paolo Bertoluzzo, la collaborazione fra Telecom e Provincia di Trento nel campo delle Tlc è un esempio da non imitare parlando di investimento pubblico nel settore.

In quanto al ruolo sulla rete, Telecom Italia non è affatto rinunciataria: “Non intendiamo rinunciare al ruolo di imprenditori delle strutture di rete“, ha spiegato l’AD Franco Bernabè nel corso dell’assemblea degli azionisti. L’AD ha parlato anche di “nuovi investimenti nelle reti che dovranno soddisfare criteri di economicità e di remunerazione dell’investimento“. I nuovi investimenti ammonterebbero a 8,7 miliardi nella rete, dopo i 3,1 miliardi di euro del 2010. Questi numeri erano stati dati, pochi giorni fa, da Bernabé stesso in audizione alla Commissione Lavori pubblici del Senato sulla banda larga. Inoltre Telecom Italia vuole continuare ad alleggerirsi dei debiti: l’impegno è di “ridurre il debito a 25 miliardi di euro nel 2013 dagli attuali 31,5″. Telecom Italia oggi ha presentato il nuovo Cda: il numero di consiglieri del board resta uguale (15 componenti), ma Findim di Fossati è fuori e Telco ottiene la  maggioranza. Telco, che detiene il 22,5% di Telecom Italia, è partecipata da Telefonica, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Generali.

Autore: ITespresso
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