Telecom Italia, l’odore del caffé e il profumo della concorrenza

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SOStariffe.it fotografa lo stato dell'Adsl Italia

Il Financial Times invita Telecom Italia a unirsi al consorzio per la banda ultra-larga e le reti Ngn, lanciato da Vodafone, Wind e Fastweb. Le ragioni del sì e il parere dell’Antitrust

Il Financial Times invita Telecom Italia, in maniera pittoresca e insolita, a scrollarsi di dosso la polvere del passato di ex monopolista. “Telecom Italia dovrebbe svegliarsi, sentire l’odore del caffè, mettere da parte le sue tendenze monopolistiche e unirsi al consorzio” per la rete di nuova generazion (Next generation network o Ngn) di Vodafone e soci. Lo scrive la rubrica European View del Financial Times, che lancia uno j’accuse contro Telecom Italia, “l’ex incumbent (…) piu’ indebitato e meno internazionalizzato” che “fa fatica a finanziare i costi di mantenimento della sua vecchia rete in rame, pari a 7,5 miliardi di euro per i prossimi cinque anni”.

Il “consorzio ribelle” (composto da Vodafone, Wind e Fastweb) non si dà per vinto al secco no di Telecom Italia: ha incontrato il commissario Ue Neelie Kroes a cui ha proposto la propria architettura basata sulla tecnologia point to point per promuovere l’unbundling consentendo “agli altri operatori di arrivare direttamente al cliente finale. Il loro piano dovrebbe essere musica per le orecchie del commissario“.

La UE infatti “non vuole dare l’impressione di imporre scelte tecnologiche dall’altro”, ma non disdegna affatto “la facilita’ e la trasparenza nell’unbundling caratteristiche dell’architettura point to point”.

“L’Autorità non è pregiudizievolmente contraria a ipotesi di cooperazione tra imprese rivali, purché siano garantite l’assenza di pratiche nocive per la concorrenza e la neutralità nella gestione della Rete. Le regole di governance dovranno a tale fine essere valutate dall’Antitrust” ha infine detto il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà, nel corso della presentazione alla Camera della Relazione annuale dell’Authority. Il punto è recuperare il gap dell’Italia con il resto del mondo.

Si sveglierà Telecom Italia, la bella addormentata nel Digital Divide all’italiana? Vedremo.

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