Telecom Italia: New deal per le reti Ngn

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L’amministratore delegato della società, Franco Bernabè, chiede uno sforzo congiunto, tra pubblico e privato, per le reti di nuova generazione

In queste giornate convulse e febbrili nelle Borse mondiali, c’è una società che è riuscita a mettersi in luce, seppur in giornate nere per Wall Street: Telecom Italia.

A prescindere dal fatto se saranno o meno confermate le voci sullo scorporo della rete fissa , Telecom Italia sembra in cerca di nuovi soci, ma soprattutto oggi ha avuto il coraggio di chiedere un New Deal (ha usato la stessa espressione Rooseveltiana, anti recessione, cara al ministro dell’economia Giulio Tremonti): l’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, ha chiesto uno sforzo congiunto, tra pubblico e privato, per le reti di nuova generazione (Ngn). Per promuovere la concorrenza e stimolare gli investimenti, serve un New Deal.

Sappiamo tutti che gli investimenti richiesti per le reti di accesso di prossima generazione (Ngan) sono enormi e senza precedenti per l’industria privata, inoltre le decisioni di investimento saranno prese in un ambiente in rapida evoluzione tecnologica, grande incertezza sulla domanda e il valore dei nuovi servizi per gli utenti e di conseguenza incertezza sul ritorno atteso degli investimenti”, spiega l’Ad di Telecom in un intervento alla Luiss alla conference “International telecommunications society”.

Già a giugno l’ AgCom aveva detto che il confronto “si e’ allargato al sistema Italia. Bisogna guardare tutti al sistema Paese“. Bernabe’ aveva poi chiarito che sarebbe in corso “un dialogo ampio con l’Autorita’, e si e’ discusso anche di Ngn“. Ma “non sta scritto da nessuna parte sia responsabilita’ di Telecom” realizzare le nuove reti: l’ accordo siglato con Fastweb sulla collaborazione in ottica Next Generation Network (Ngn) è prova dell’apertura della rete da parte di Telecom”.

A febbraio, inoltree all’annuncio di OpenAcces, il presidente dell’Authority Corrado Calabrò aveva dichiarato: “Il mio auspicio è che, confidando sulla collaborazione di tutte le parti in gioco, il completamento del progetto Open Access ponga l’Italia all’avanguardia in Europa e nel mondo in termini di trasparenza e regolamentazione della rete di accesso e getti le basi concrete per lo sviluppo della rete NGN in Italia“.

Facendo due più due, nel neo clima “rooseveltiano” in cerca di un New Deal anti recessione, che si respira in Italia da alcune settimane, non resta che tirare le somme.AgCom e Antitrust auspicano la necessità di una nuova rete, ma sono coscienti dell e difficoltà per gli attuali operatori a supportarne i costi di realizzazione: allora, solo un New Dea l, fra regolatori, governi e operatori, puòcostruire le reti Ngn in Italia e azzerare finalmente il Digital divide italian o, che pesa come un macigno sullo sviluppo reale di un’economia della conoscenza.

Autore: ITespresso
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