Telecom Italia guarda al futuro con LTE e fibra

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Telecom Italia investirà 2 miliardi di euro in LTE
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L’Ad Marco Patuano parla di momento di svolta per Telecom Italia, l’azienda ormai diventata public company: nominato Giuseppe Recchi presidenti. Il rilancio sarà possibile con i 2 miliardi di euro di ricavato dalla vendita delle torri in Italia: una cifra da investire in LTE

Presidente di Telecom Italia è stato nominato Giuseppe Recchi, eletto con il voto determinante (50,28%) della lista dei fondi. Con questa votazione, Telecom Italia diventa di fatto una public company, con un consiglio a maggioranza di indipendenti e un presidente votato direttamente dai soci. Anche se non è stato eletto Vito Gamberale nel board, Marco Fossati di Findim esce dall’assemblea dei soci nelle vesti di vincitore, insieme all’amministratore delegato Marco Patuano, il cui bilancio 2013 è stato approvato dal 98,5% dei presenti, in rappresentanza del 56% del capitale (contro il 51% comunicato in apertura).

Telecom Italia investirà 2 miliardi di euro in LTE
Telecom Italia investirà 2 miliardi di euro in LTE

L’Ad Marco Patuano parla di momento di svolta per Telecom Italia. L’azienda finalmente può guardare al futuro, mettendo una pietra sopra i conflitti del passato. Finalmente è giunta l’ora di pensare al rilancio. Rilancio che può avvenire con gli investimenti nel 4G LTE, grazie a quanto verrà ricavato della vendita delle torri in Italia: si parla di circa 2 miliardi di euro. “I clienti LTE crescono in modo molto importante. Attualmente sono circa 650 mila, di cui mezzo milione paganti e 150mila try and buy e che poi diventeranno paganti”.

La cessione delle torri è un passo positivo, ma soprattutto un’operazione industriale, già sperimentata da AT&T e Vodafone: “Se lo uso per ripagare il debito lo posso confrontare con il costo di un bond e non sarebbe un buon investimento, in realtà queste operazioni sono fatte per investire in frequenze in Brasile e in fibra ed Lte in Italia ha spiegato l’ad. Il rafforzamento di capitale da 2 miliardi realizzato nel 2013 è stato fatto grazie a 700 milioni di euro, provenienti dalla vendita di Telecom Argentina e da un convertendo di 1,3 miliardi di euro.

Findim è pronta a sostenere il rilancio. Tuttavia chiede prove di indipendenza: se saltassero fuori possibili casi di conflitto di interessi nel nuovo board, Marco Fossati di Findim tornerà alla carica chiedendo la revoca del Cda.

Patuano ritiene che “il semestre europeo di Presidenza ci offre un’importante opportunità. Il nostro auspicio è che una visione che pone al centro l’innovazione e il recupero di competitività dell’Europa nei mercati mondiali prenda corpo e forza, delineando una roadmap per le autorità nazionali“. E Patuano spera che si apra una nuova stagione, per chiedere nuove regole che consentano maggiore flessibilità alle Telco. Se le Telco devono pensare su scala continentale e non più nazionale, va ripensata anche la concorrenza del settore digitale.

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Autore: ITespresso
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