Il piano industriale e i conti di Telecom Italia

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TIM lancerà un operatore virtuale low-cost
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Nel nuovo piano industriale, Telecom Italia ha annunciato 12 miliardi d’investimenti nel triennio in Italia, di cui 3,6 per la fibra ottica. Titolo in calo

Telecom Italia ha presentato a Londra il nuovo piano industriale fino al 2018, annunciando soddisfazione “per crescita clienti nel mobile” e cessione “quote Inwit e Argentina”, mentre “in Brasile la società si autofinanzierà”. L’ex monopolista ha chiuso il 2015 registrando un fatturato in calo del 4,6% a 19,7 miliardi rispetto al 2014, mentre l’ebitda consolidato ammonta a 7 miliardi (-17,9%), ma in crescita nel 2017 e 2018. “Il dato sull’Ebitda di cui tenere conto è quello organico a 6,6 miliardi, in calo del 4,9%”, ha precisato Patuano a Londra.

Il piano industriale e i conti di Telecom Italia
Il piano industriale e i conti di Telecom Italia

Per tagliare il debito netto, l’Ad Marco Patuano ha segnalato fra le priorità “la riduzione dell’Opex (costi operativi), la vendita di quote Inwit per 1,3 miliardi e la cessione di Telecom Argentina, probabilmente entro il 2016”. Tim Brasil invece cerca nuove opportunità di crescita, aumentando quote di mercato e tagliando i costi. La società telefonica, che ha il gruppo Vivendi come primo azionista, ha presentato un piano che punta su investimenti al 2018 e su taglio (e razionalizzazione) dei costi.

Nel nuovo piano, sono previsti 12 miliardi d’investimenti nel triennio in Italia, di cui 3,6 per la fibra ottica. Fra due anni, la fibra dovrà coprire l’84% della popolazione, mentre la rete mobile Lte 4G, che invece costerà 1,2 miliardi di euro, raggiungerà il 98% della popolazione. Si tratta di 2 miliardi di investimenti in più rispetto al piano 2015-2017; circa 6,7 miliardi saranno destinata al segmento più innovativo (NGN, LTE, Cloud e piattaforme, Sparkle e Trasformazione).

Nel 2018 i clienti Lte costituiranno il 70% circa dei clienti di banda larga Mobile: viaggeranno a 75 Mbps, con picchi di 300 Mbps in otto città, grazie al carrier aggregation.

Capitolo debito: è salito nel 2015 sopra i 27,3 miliardi di euro, in aumento di 0,6 miliardi rispetto al 31 dicembre 2014.

Infine, il titolo cala dell’8%, ma niente dividendo in vista: “Non stiamo considerando di distribuire un dividendo sulle azioni ordinarie, ma solo il minimo statutario sulle azioni di risparmio“, ha sottolineato il Cfo Piergiorgio Peluso.

Autore: ITespresso
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