Telecom Italia non si fonde con Telefonica, ma chiede regole certe

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Il colosso Tlc non ha progetti di fusione in agenda. L’Amministratore delegato Franco Bernabè promuove la concorrenza, ma chiede anche regole per lo sviluppo

Telecom Italia, di cui Telco detiene il 24,5% delle azioni, non ha piani di fusione con Telefonica in calendario. “Noi crediamo nella concorrenza e crediamo che tutelarla sia un principio sacrosanto” sono poi le parole che l’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè, ha pronunciato all’assemblea degli azionisti. Riepilogando: tramonta l’ipotesi della fusione con Telefonica, inoltre Telecom Italia promuove la concorrenza, ma a patto di maggiori regole per lo sviluppo: “Crediamo fermamente in un rapporto costante, sereno, collaborativo, con le autorità di regolamentazione accompagnato da un’approfondita e trasparente informazione. In questa direzione abbiamo già cominciato a muoverci. In questa direzione si colloca la riorganizzazione delle nostre attività di rete e la creazione di Open Access“. Ricordiamo che Open Access dovrebbe gestire l’annosa questione dell’apertura della rete e del suo uso più trasparente verso le Authority e i concorrenti.

Nel settore della regolamentazione del settore delle Tlc sembrano necessari adeguamenti. L’Ad di Telecom Italia conclude: “La prima sfida è quella di adattare il sistema delle regole per favorire la reale innovazione nelle infrastrutture e nei servizi. L’innovazione, per sua natura, è un rischio, un rischio costoso, soprattutto in un settore ad alta intensità di capitale e soggetto a continui cambiamenti tecnologici come le comunicazioni elettroniche e per favorirel’assunzione di rischi le regole devono essere certe, semplici e coerenti“.

Autore: ITespresso
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