Telecom Italia scommette sul video e su Pay Tv

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Telecom Italia è un interesse strategico per Vivendi. Con Il video, la Tlc vuole rimettere l’accento sulla linea fissa. Le ambizioni nella Pay Tv sono speculari agli obiettivi nella banda ultra larga

Telecom Italia punta sul video, per rimettere l’accento sulla linea fissa, per superare il divario nella banda larga. Le ambizioni nella Pay Tv di Telecom Italia sono evidenti: l’ex monopolista vuole raggiungere 12-13 milioni di abbonati nel triennio.

Telecom Italia scommette sul video e su Pay Tv
Telecom Italia scommette sul video e su Pay Tv

Intanto Vivendi sale dal 15,5% al 19,88% del capitale di Telecom Italia. Il gruppo francese guidato dal miliardario Vincent Bolloré considera Telecom Italia un investimento strategico: “È un ulteriore rafforzamento di quello che si sta dicendo da tempo, dell’interesse strategico e non tattico di Vivendi“, ha spiegato l’Ad di Telecom, Marco Patuano, a margine del convegno ‘All you need is… video?’.

Telecom Italia considera il video come un fattore determinante “per l’acquisto della banda ultra larga” e ciò significa che “Vivendi ha l’ambizione di essere protagonista nel mondo dei contenuti. Noi nel mondo della banda ultra larga e della distribuzione dei contenuti e mi sembra che la complementarietà sia evidente”.

Al Forum Ambrosetti, l’ad di Vivendi Arnaud de Puyfontaine aveva precisato che il gruppo d’Oltralpe sarà un investitore di lungo termine: “Crediamo che quest’alleanza tra una telco e una società di contenuti abbia grandi prospettive di creare una storia fantastica insieme. Siamo molto impegnati sull’Italia, ora non resta che scrivere questa storia“.

Abbiamo fatto una scelta di campo, quella di essere piattaforma: è un ruolo complesso ed è una scelta analoga a quella fatta dagli over the top” ha dichiarato Patuano, aggiungendo “sono molto ottimista, i numeri dicono che l’evoluzione va in una direzione in cui potremo giocare un ruolo”.

Infine, la nota dolente: la banda larga. L’Italia rimane fanalino di coda nella penetrazione della banda larga fissa; ma sommando fisso e mobile, “non è vero che siamo un Paese di analfabeti digitali”, ha concluso ancora Patuano, precisando che “il fisso è il nuovo ‘mobile’, e se allungo l’orizzonte potenziale di una rete fissa, essa torna ad essere di straordinario interesse”.

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