Telecom Italia sempre più una media company?

Aziende

La cessione di Tim aiuterebbe il gruppo a ripianare parte del debito
accumulato dal gruppo. Già una rosa di pretendenti è pronta a discutere
l’acquisto

Un riassetto annunciato, quello di Telecom Italia, con l’obiettivo di diventare sempre di più una media company. Se il consiglio di amministrazione del gruppo, questo pomeriggio, dovesse decidere di scorporare Tim dal gruppo, si aprirebbero degli scenari, a detta di analisti finanziari e non, interessanti ma forse anche un po’ prevedibili, dato che le notizie di un necessario riassetto del gruppo, già circolavano. Una media company, insomma, questo dovrebbe diventare Telecom Italia, termine coniato dai mercati finanziari, che La Repubblica precisa essere “una società che opera nel più allargato campo dei media, dai giornali alla tv, che possono essere distribuiti su diverse piattaforme, da internet al satellite”. L’operazione di riorganizzazione del gruppo e di cessione della sezione dedicata al mondo dei cellulari avrebbe come obiettivo quello di ripianare il debito del gruppo che, ammonta a oltre 40 miliardi di euro. E tutti (o quasi) fanno leva sulla buona riuscita della vendita di Tim che, qualora andasse in porto l’operazione, darebbe una boccata d’ossigeno alla cassa del gruppo. Nell’ambiente finanziario già circolano i nomi dei probabili compratori: fra gli interessati c’è Telefonica, British Telecom, la tedesca Deutsche Telekom. Ma si parla anche di fondi di private equity, il cui ruolo è proprio quello di acquistare, risollevare economicamente e rivendere in seguito realizzando una plusvalenza. Questa notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Il consiglio di amministrazione era convinto di trovarsi attorno a un tavolo, questo pomeriggio alle 15 e discutere sia i risultati finanziari, sia fare il punto sulla convergenza fisso-mobile. Ma un fulmine a ciel sereno si abbattuto anche sui mercati finanziari. Il presidente della Consob, Lamberto Cardia, aveva ricevuto ieri da Tronchetti Provera una nota nella quale, tra le altre cose, si ammetteva che all’interno dell’ordine del giorno del Cda si sarebbe anche parlato di “riorganizzazione delle attività fisse e mobili”, tutto questo ha portato come conseguenza, la sospensione delle contrattazione in Borsa del titolo, in attesa di sviluppi.

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