Telecom: più che alle Poste, guardi alla Banda Larga

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Il Presidente di Telecom Italia, Gabriele Galateri di Genola, sprona il governo a essere più corragioso negli investimenti in favore della banda larga, del digitale e dei servizi online

Gabriele Galateri di Genola, presidente di Telecom Italia con delega in Confindustria per la comunicazione e lo sviluppo della banda larga, a un convegno di presentazione del rapporto dell’Osservatorio Italia digitale 2.0, ha affermato: “Il governo deve avere maggiore determinazione negli investimenti su sistemi digitali, banda larga e servizi online“.

Il Presidente di Telecom Italia, Gabriele Galateri di Genola, sprona il governo a essere più corragioso a investire in banda larga, digitale e servizi online. L’Osservatorio registra bassa competitività anche a causa di uno scarso utilizzo di nuove tecnologie.

Galateri di Genola ha trovato consapevolezza nel ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta e nel sottosegretario alle comunicazioni Paolo Romani, ma non ha trovato sponda nel governo.

Cosa significa: A

zzerare il Digital Divide italiano non è allora una priorità del Governo Berlusconi? Neanche in vista d i E-gov 2012 ?

A questi interrogativi, speriamo che risponda il governo in fretta, dopo la recente bocciatura italiana ricevuta da Bsa (l’Italia è fuori dal G8 Digitale ), dall’ Ocse che ha inserito l’Italia nel gruppo di coda (22esimo posto) dei paesi per accesso in banda larga; inoltre, secondo il Rapporto Caio , dal nome del consulente Francesco Caio, autore anche di Digital Britain, a deludere è la qualità del broad band italiano.

L’apartheid digitale riguarda infatti 12 italiani su 100, pari a circa 7 milioni di cittadini. Ma c’è di più: come denunciato da ITespresso.it e associazioni consumatori , le Adsl da 20 Megabit, sono in molti casi un bluff: i 10 megabit sono un’utopia troppo spesso.

Secondo l’Ocse, ogni euro investito in progetti di banda larga genera 4 euro di Pil (prodotto interno lordo).

Ma in Italia si preferisce parlare di sinergie o possibili accordi tra Telecom Italia e Poste Italiane. Solo Galateri smentisce il gossip: non ne sa nulla. Del divario digitale che impedisce all’Italia di diventare più competitiva, invece, ne sappiamo fin troppo . E sarebbe l’ora che si voltasse pagina.

Autore: ITespresso
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