Telecom – Telefonica, Franco Bernabè non ci sta e per Letta la rete è strategica

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Franco Bernabé contro Telefonica
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Il presidente del Consiglio Enrico Letta ammette che “la rete è strategica” e non si può perdere. Le “barricate” del presidente di Telecom Italia Franco Bernabè contro il rassetto di Telco dopo la scalata di Telefonica

Il riassettoa sua insaputa” ha messo il mondo politico italiano in subbuglio. Già lo è a causa del mancato scorporo della rete, un fatto grave stigmatizzato anche dal Copasir, il comitato di controllo dei Servizi Segreti italiani. Il presidente di Telecom Italia Franco Bernabè afferma di essere stato avvertito della scalata di Telefonica in Telco solo dai comunicati stampa, ma anche questa volta – come oltre un decennio fa con Colaninno – Bernabè non ci sta. Tutto fa supporre che non sarà né indolore né lineare il passaggio del controllo di Telecom Italia agli iberici di Telefonica per 861 milioni di euro. In base all’accordo, Telefonica salirà in due fasi dal 46 al 70 per cento in Telco.

Le agenzie di rating potrebbero decidere il downgrade del titolo a livello Junk, ma con queste nubi all’orizzonte, serve un serio piano industriale in grado di alleggerire l’indebitamento del gruppo. E al centro del piano industriale deve esserci il progetto di spin-off della rete di accesso, oltre all’aumento di capitale e all’upgrade dell’infrastruttura con lo sviluppo della rete a banda ultra larga. Questa è la prima opzione sul tavolo, secondo Bernabè.

Un secondo piano prevede la cessione di Telecom Italia a Telefonica con la vendita delle attività in America Latina per evitare di finire nelle maglie antitrust brasiliane, a causa di Telefonica Brasil, primo vendor mobile nel Paese (sotto il brand Vivo). Tim Participacoes è il secondo carrier mobile in Brasile, e potrebbe essere acquisito da Vodafone o AT&T, secondo Bloomberg.

Ma Franco Bernabé ha ribadito di essere contrario alla vendita degli asset in America Latina, asset che vanno dal Brasile all’Argentina e che generano il 40% del fatturato. La loro cessione snaturerebbe il profilo internazionale di Telecom Italia, depauperandola. Ciò potrebbe provocare il downgrade, quel “taglio del rating che renderebbe ancora più complessa la vita aziendale” secondo Bernabè.

Secondo il presidente di Telecom, l’aumento di capitale, aperto a soci attuali o nuovi, sembrerebbe la strada da intraprendere anche per la straordinaria liquidità presente sul mercato. Una condizione irripetibile, da sfruttare, per evitare il downgrade del titolo.

I presidenti delle Commissioni industria e Comunicazioni, Massimo Mucchetti e Altero Matteoli, hanno riconvocato Bernabè venerdì, e hanno chiamato il viceministro dello Sviluppo economico Antonio Catricalà oggi, cui seguirà la convocazione del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni e del presidente di Consob, Antonio Vegas.

L’ex vicedirettore del Corriere della Sera Mucchetti chiede di “arrivare ad una modifica dell’opa“, perché “l’operazione è stata fatta alle spalle del mercato“. Ma la riforma potrebbe avvenire solo sotto il controllo della Ue. Il viceministro per lo Sviluppo economico Antonio Catricalà ha precisato che l’importante è difendere la rete, evitando velleitari richiami all’italianità. L’understatement di Letta, il suo basso profilo nella vicenda, è segno di sostegno agli investimenti europei in Italia e in Telecom, anche se il governo, impegnato nel roadshow di presentazione di Destinazione Italia, deve tenere alta la guardia sugli aspetti strategici della rete e sulle conseguenze occupazionali della cessione, visto che Telefonica e Telecom Italia hanno circa 100 miliardi di euro in due. Un fardello insopportabile, mentre Vodafone sta per incassare 130 miliardi di dollari da Verizon.

Ed è proprio la fine della joint-venture statunitense Verizon Wireless, insieme all’ingresso di Carlos Slim di America Movil in Olanda con l’Opa su Kpn, a mettere in moto il consolidamento del mercato Tlc europeo, innescando il risiko delle Telco. E Franco Bernabé ne è consapevole, mentre Hutchison Wamphoa (H3G che controlla 3 Italia) e Naguib Sawiris stanno alla finestra. Fino a quando è presto per dirlo. Ma anche Letta ora ammette che “la rete è strategica” e non si può perdere. Martedì 1 ottobre il presidente del consiglio svolgerà un’informativa sul caso in Aula alla Camera.

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Autore: ITespresso
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