Telecomunicazioni Ue: piani per stimolare la concorrenza tra gli operatori

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Avviata una consultazione pubblica sulle alternative strategiche per
l’aggiornamento delle norme comunitarie in materia di telecomunicazioni
risalenti al 2002

BRUXELLES. La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sulle alternative strategiche per l’aggiornamento delle norme comunitarie in materia di telecomunicazioni risalenti al 2002. Le comunicazioni elettroniche includono la telefonia vocale fissa, le comunicazioni mobili e la banda larga – un mercato del valore di oltre 270 miliardi di euro nell’Unione europea nel 2005. Nella sua relazione sul funzionamento del quadro normativo, la Commissione ha segnalato i significativi progressi ottenuti dal 2002 nell’apertura dei mercati nazionali delle telecomunicazioni alla concorrenza e propone di abrogare gradualmente la regolamentazione ex ante in almeno 6 dei 18 segmenti di mercato delle telecomunicazioni esistenti, compresi quelli delle chiamate nazionali e internazionali. Per i mercati in cui la concorrenza non è ancora effettiva (ad esempio, l’importante mercato della fornitura di banda larga), la Commissione vuole che le norme comunitarie siano applicate più efficacemente per rafforzare la concorrenza in tutto il mercato unico. La Commissione è, pertanto, decisamente contraria all’idea di una “tolleranza normativa” per gli operatori storici. La Commissione è inoltre favorevole al passaggio ad una strategia comune, maggiormente orientata al mercato, per l’assegnazione dello spettro radio che è necessario al funzionamento su tutto il territorio dell’Unione di servizi e apparecchi innovativi. In base all’obiettivo della Commissione, le nuove norme dovrebbero essere pienamente recepite negli ordinamenti nazionali entro il 2010. [ StudioCelentano.it ]

Autore: ITespresso
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