Telefonini in crisi, tempo di smartphone

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La recessione costa un calo dell’11% al mercato della telefonia mobile. Ma non è tutto nero: Rim Blackberry, Lg e Samsung vanno bene, l’iPhone di Apple tiene. Secondo Abi Research, solo Nokia e Sony Ericsson perdono terreno: ma Nokia aspetta l’N97 e nuovi touchscreen per il rilancio e la joint venture di Sony Ericsson è in crisi di per sè. Intanto il GPhone avanza: il G1 con Google Android ha appena registrato il primo milione in pochi mesi. E si punta su Facebook per trainare il mercato

Non è tutto nero nel mercato telefonia mobile. Per ora non c’è l’effetto iPhone, quello che vide Apple vendere un milione di iPhone in appena 74 giorni, ma lo spettro della crisi si sta depotenziando. Spie di segnali positivi, insomma, non mancano.

Non tutto va male: Abi Research registra nel primo trimestre il grande freddo: -11%, ma ha rivisto in meglio le previsioni:da -8,4% a -8%.

Perché se Nokia soffre la scarsa offerta touchscreen (in attesa dell’N97), e Sony Ericsson le difficoltà della joint venture giapponese, altri vanno bene e meglio del previsto. Samsung e Lg sono in salute, come il Blackberry di Rim.

L’iPhone, che in crescita a tripla cifra ha salvato Apple dalla recessione (del mercato Pc), comunque tiene: non sfonda, ma si stabilizza all’1,5%.

In declino sono Nokia e Sony Ericsson, capaci però di mantenere la propria quota di mercato stabile al 36,2% e al 5,6% rispettivamente.

Intanto i Gphone o Google-fonini, i telefonini equipaggiati con la piattaforma open source Google Android vendono, anche se meno dell’iPhone: T-Mobile dà i numeri della febbre da Android a quota un milione. Non male. Aspettando Nokia N97, Palm Pre e il primo Samsung i7500 con Android.

Insomma, tutto nero non è e si intravede qualche bagliore di ottimism o: anche se è da verificare se è la fine del tunnel o solo la fine della caduta libera. Meglio un mercato a U o forse anche a L (sebbene nessuno se lo augura), di un mercato a I, in picchiata verticale. Una cosa sembra sicura, è finita l’era dei telefonini, ed è tempo di smartphone.

Autore: ITespresso
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