Telelavoro, lo smart working diventerà Legge

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Telelavoro, lo smart working diventerà Legge
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Lo smart working sta conquistando il 17% delle grandi aziende contro l’8% del 2014. Invece solo il 5% delle Pmi ha strutturato un progetto di smart working

Lo smart working – o lavoro agile – sbarca in Parlamento: diventerà Legge. I dispositivi mobili come smartphone e tablet, presenti rispettivamente nel 91% e nel 66% delle grandi aziende, hanno consentito di recuperare 9 miliardi di euro in produttività. Lo riporta una ricerca dell’osservatorio del Politecnico di Milano.

Telelavoro, lo smart working diventerà Legge
Telelavoro, lo smart working diventerà Legge

Adesso il Mobile diventa protagonista della riorganizzazione degli spazi di lavoro, con l’obiettivo di favorire la collaborazione, la comunicazione e la concentrazione tra i dipendenti. Lo smart working sta conquistando il 17% delle grandi aziende contro l’8% del 2014. Invece solo il 5% delle Pmi ha strutturato un progetto di smart working, mentre il 9% ha avviato progetti informali di flessibilità e autonomia. Ma incentivare questa riorganizzazione del lavoro potrebbe significare un incremento della produttività pari a 27 miliardi di euro. E con risparmi pari a 10 miliardi di euro di costi fissi. Ma il lavoro agile aiuta anche la conciliazione fra famiglia e lavoro. In tre quarti dei casi, smartworking significa lavorare da casa, tuttavia crescono le imprese che si connettono con hub o co-working esterni.

La normartiva italiana prevede che chi lavora fuori ufficio possa farlo “per un orario medio annuale inferiore al 50% dell’orario di lavoro normale, se non diversamente pattuito“, senza l’obbligo di avere una postazione fissa. La scelta deve avvenire su base volontaria. Strumenti utilizzati, le modalità di organizzazione e i tempi sono regolati da un accordo tra dipendente e datore di lavoro. Lo smart working può essere a tempo indeterminato o determinato; in quest’ultimo caso può durare al massimo due anni. Inoltre il trattamento economico di uno smart worker “non deve essere inferiore a quello complessivamente applicato nei confronti degli altri lavoratori subordinati che svolgono la prestazione lavorativa esclusivamente all’interno dei locali aziendali, a parità di mansioni svolte“. Il dipendente che sceglie questa modalità ha la copertura assicurativa dell’Inail e non perde il riconoscimento degli incentivi per la contrattazione di secondo livello.

Autore: ITespresso
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